sabato 7 febbraio 2026

L’ARTE DIVENTA RACCONTO: LE GIORNATE MONDIALI VISTE DAGLI ARTISTI 1/3 febbraio '26

Questo mese vogliamo raccontare alcune Giornate Mondiali attraverso le storie e il lavoro di diversi artisti, provando a offrire una lettura nuova di queste ricorrenze. L’arte infatti, non è solo qualcosa da osservare nei musei: è anche uno strumento per parlare di esperienze umane, di fragilità, di diritti e di memoria. Il nostro obiettivo è ampliare i punti di vista e imparare qualcosa di nuovo che possa arricchirci, sia a livello personale che culturale.


La prima giornata mondiale che affrontiamo si è celebrata il 4 febbraio, la Giornata Mondiale per la lotta contro il cancro.

Per celebrare questa giornata abbiamo scelto di parlare del lavoro dell’artista Hannah Wilke, che ha trasformato la sua esperienza personale di malattia in una riflessione profonda e coraggiosa sul corpo, sulla fragilità e sulla dignità.

Fin dai primi anni Settanta, il lavoro della Wilke si è confrontato con il rapporto tra personale e universale, partendo da questa riflessione:


“Se le donne non sono riuscite a fare arte «universale» dato che siamo intrappolate nel «personale», perché non universalizzare il «personale» e farne il soggetto della nostra arte?”


Da questa posizione nasce una ricerca artistica che pone al centro il corpo dell’artista, dando vita a lavori intensi, spesso di forte impatto e di denuncia sociale.

Il suo ultimo progetto è la serie Intra-Venus, in cui racconta il cambiamento del suo corpo segnato dal cancro e dalle cure. Queste opere sono un atto di testimonianza e resistenza: un modo per rendere visibile ciò che spesso viene nascosto, e per rivendicare il diritto di esistere, mostrarsi e raccontarsi anche nella malattia.

Attraverso Intra-Venus, l’arte diventa uno strumento per ripensare il modo in cui guardiamo al corpo malato, alla vulnerabilità e alla forza che possono convivere nello stesso spazio. Un punto di partenza per riflettere, in occasione di questa giornata, non solo sulla lotta contro il cancro, ma anche sull’importanza dell’ascolto, della consapevolezza e dell’empatia.





Attraverso il lavoro di Anselm Kiefer vogliamo affrontare il Giorno del ricordo, che si celebra il 10 febbraio.

Kiefer è riconosciuto come uno dei maggiori artisti contemporanei, la sua ricerca artistica si concentra da sempre sui temi della storia, della memoria e dell'identità collettiva. Le sue opere evidenziano il peso del passato, interrogando ciò che è stato rimosso, dimenticato o volutamente taciuto.

Nato in Germania nel 1945, due settimane prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, Kiefer appartiene a una generazione cresciuta tra le macerie materiali e morali del conflitto. Questo contesto ha profondamente segnato il suo lavoro, portandolo a confrontarsi in modo diretto e spesso scomodo con la storia della Germania e con l’eredità del nazismo. Attraverso una pratica artistica che unisce pittura, scultura e installazione, Kiefer utilizza materiali grezzi e carichi di significato, come piombo, cenere, terra e paglia, per evocare distruzione, trasformazione e memoria.

Nei suoi lavori, storia e mito si intrecciano: i riferimenti alla tradizione culturale tedesca, alla letteratura, alla filosofia e alla Bibbia diventano strumenti per riflettere sul rapporto tra passato e presente. L’arte di Kiefer invita a un confronto critico con la memoria, sottolineando l’importanza di ricordare come atto di responsabilità collettiva.

In occasione del Giorno del Ricordo, il suo lavoro ci offre uno spazio di riflessione profondo e necessario, ricordandoci come la memoria non sia solo un esercizio del passato, ma un processo attivo che continua a interrogare il nostro presente.





giovedì 29 gennaio 2026

CRESCERE CON I LIBRI: due psicologi, volontari di Creativamente si raccontano...

Oggi vogliamo raccontarvi la nostra esperienza come Ambassador del Centro Studi Creativamente all’interno del progetto di attivazione del presidio Nati per Leggere e “Storie in Culla”

Ci sono esperienze che non si limitano a piacerti: ti attraversano. Ti cambiano lo sguardo, il modo di stare con gli altri, la consapevolezza del valore che puoi portare nella tua comunità.
Per noi, Storie in Culla e, a sua volta, il Centro Studi Creativamente, sono stati esattamente questo. Abbiamo scelto di diventare volontari a settembre 2025 e ci è stato proposto di approfondire le nostre conoscenze rispetto al programma nazionale Nati per Leggere. Non lo abbiamo fatto solo per “dare una mano”: lo abbiamo fatto perché crediamo profondamente nel potere delle relazioni e della lettura e volevamo esserci, in prima persona, in un progetto capace di generare relazioni, cura e crescita condivisa.

L’8 novembre 2025, nella Biblioteca dei Ragazzi “C. Cordone”, è stato inaugurato il concorso Storie in Culla. Per noi non è stato solo un evento: è stato un momento in cui abbiamo visto concretamente cosa può nascere quando una comunità si muove insieme.
Abbiamo accompagnato bambini e ragazzi in un laboratorio che li ha portati a:
● scegliere un libro significativo
● ascoltare le emozioni che suscitava
● trasformarle in un disegno
● scrivere un messaggio di benvenuto per i neonati della città
Vedere quei cartelli destinati alle culle dell’Ospedale Civile di Vigevano è stato emozionante: un gesto semplice, ma potentissimo. Qui i nomi dei piccoli vincitori.

Durante la giornata abbiamo letto ad alta voce, ascoltato, osservato, facilitato. E mentre i bambini esploravano la biblioteca e si raccontavano attraverso i libri, noi ci siamo ricordati perché siamo qui: perché la lettura è un linguaggio universale che unisce generazioni diverse.

Il valore aggiunto: sentirsi parte di qualcosa di più grande
Fare volontariato al Centro Studi Creativamente significa entrare in un gruppo che crede nei giovani, nella formazione continua e nella comunità. Un contenitore che ti permette di metterti alla prova, di scoprire competenze nuove, di costruire reti e relazioni significative.
Un vero incubatore di professionisti e cittadini attivi, che scelgono di contribuire al benessere della propria comunità attraverso la lettura, la cura e la relazione.

Per noi giovani psicologi è stato un vero e proprio momento formativo, far parte di questo progetto ed essere aspiranti volontari NpL è stato:
● un’occasione per contribuire concretamente al benessere della città
● un modo per portare la psicologia fuori dai contesti tradizionali
● un’esperienza che ha arricchito e variegato il nostro percorso professionale
● un modo per sentirci parte di una comunità che cresce insieme

Storie in Culla è stato molto più di un’iniziativa di promozione della lettura: è stato un percorso che ha generato benessere, partecipazione e senso di comunità. Abbiamo toccato con mano un esempio concreto di come istituzioni, scuole, servizi sanitari, associazioni e famiglie possano collaborare per sostenere lo sviluppo e il benessere dei bambini fin dai primi giorni di vita.

Chiara Pascone, Psicologa