martedì 28 aprile 2026

UNO SGUARDO PSICOLOGICO ALLE GIORNATE MONDIALI DI APRILE parte 1/2

Il 28 aprile si celebra la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, istituita dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) nel 2003. Cogliamo questa occasione per riflettere su quanto l’ambiente lavorativo sia strettamente connesso con il nostro benessere, fisico e psicologico.

Quanto ci influenza l’ambiente lavorativo?
L’ambiente di lavoro influenza profondamente la vita psicologica delle persone: non solo determina come ci si sente durante la giornata, ma modella motivazione, salute mentale, relazioni e persino la qualità della vita fuori dall’ufficio. Le evidenze mostrano che un contesto lavorativo sano sostiene il benessere, mentre ambienti poveri di sicurezza psicologica, sovraccarichi o disorganizzati aumentano stress, ansia e rischio di burnout.

Come l’ambiente di lavoro plasma il benessere psicologico
Il luogo di lavoro non è solo uno spazio fisico: è un ecosistema fatto di relazioni, regole implicite, ritmi, valori e micro-esperienze quotidiane. Questo ecosistema agisce su tre piani:

Fisico - luce, rumore, temperatura, ergonomia e layout influenzano concentrazione, energia e stress. Un ambiente caotico o scomodo riduce performance e aumenta irritabilità.
Organizzativo - carichi di lavoro, chiarezza dei ruoli, autonomia decisionale e stabilità contrattuale incidono sulla percezione di sicurezza e controllo.
Relazionale - qualità della leadership, clima di fiducia, collaborazione e riconoscimento sono tra i fattori più predittivi di benessere e motivazione.

Quando questi tre livelli funzionano in armonia, le persone sperimentano maggiore soddisfazione, creatività e senso di appartenenza. Quando invece sono disfunzionali, emergono stress cronico, conflitti e calo di produttività.

Cosa ci dice la psicologia del lavoro
La psicologia del lavoro evidenzia che:
Un buon ambiente protegge la salute mentale: un contesto equo, inclusivo e ben strutturato riduce il rischio di ansia e depressione.
La qualità dell’ambiente predice la performance: non basta lo stipendio; condizioni fisiche e psicologiche adeguate aumentano motivazione e impegno.
La leadership ha un ruolo chiave: stili di guida empatici e partecipativi migliorano clima e resilienza del gruppo.
Il lavoro occupa un terzo della vita: per questo il suo impatto si estende alla sfera personale, influenzando sonno, relazioni e gestione delle emozioni.

Quando l’ambiente diventa tossico
Un ambiente lavorativo problematico può manifestarsi attraverso:
● sovraccarico costante e mancanza di pause
● scarsa comunicazione o ambiguità nei ruoli
● micro-aggressioni, favoritismi o discriminazioni
● leadership autoritaria o assente
● cultura della reperibilità continua

Questi fattori aumentano il rischio di burnout, assenteismo, conflitti e abbandono del posto di lavoro. Le organizzazioni ne risentono in termini di produttività e costi: ogni anno si perdono miliardi di giornate lavorative a causa di ansia e depressione.

Come costruire un ambiente che sostiene le persone

Le ricerche suggeriscono alcune leve fondamentali:
Spazi fisici curati: luce naturale, aree silenziose, ergonomia e ordine migliorano concentrazione e benessere.
Autonomia e chiarezza: sapere cosa ci si aspetta e poter decidere come svolgere il proprio lavoro aumenta senso di competenza.
Cultura del riconoscimento: feedback costruttivi e apprezzamento autentico rafforzano motivazione e fiducia.
Leadership consapevole: ascolto, trasparenza e coerenza creano sicurezza psicologica.
Equilibrio vita-lavoro: orari sostenibili, flessibilità e rispetto dei confini riducono stress e turnover.

Un ambiente sano non è un “benefit”, ma un fattore strutturale che permette alle persone di funzionare bene e alle organizzazioni di prosperare.

Una prospettiva più ampia
L’ambiente di lavoro è uno dei principali contesti di socializzazione dell’adulto. Influenza identità, autostima, senso di efficacia e qualità delle relazioni. Investire in un clima sano significa investire nella salute collettiva: quando le persone stanno bene, lavorano meglio, collaborano di più e portano questa qualità anche nella loro vita privata.


Dott.ssa Chiara Pascone - Psicologa e volontaria Centro Studi Creativamente APS
Dott. Nicolò Caputo - Psicologo, Performance coach e volontario Centro Studi Creativamente APS 






sabato 25 aprile 2026

OLTRE L'ASSEGNO: BORSE DI STUDIO TRA STORIA E INNOVAZIONE FORMATIVA

Nel panorama educativo contemporaneo, la Borsa di Studio #impararedivertendosi del Centro Studi Creativamente APS - ETS rappresenta uno strumento sempre più rilevante non solo in termini di sostegno economico, ma anche come leva capace di incidere sui percorsi di crescita individuale e collettiva. Tradizionalmente le borse di studio sono associatate all’idea di aiuto finanziario destinato a studenti meritevoli o in condizioni di bisogno, #impararediverdentosi ha invece un ruolo più complesso, configurandosi come un vero e proprio dispositivo educativo.

Per comprendere la misura di borsa di studio moderna, dobbiamo guardare alle sue radici. 
Storicamente, il finanziamento agli studi nasce sotto forma di mecenatismo e filantropia. Nel Medioevo e nel Rinascimento, le prime forme di supporto erano atti di liberalità dei sovrani o della Chiesa: il "donatore" sceglieva il giovane promettente per garantirsi la lealtà di futuri funzionari o chierici. In questa fase, la borsa è un privilegio concesso.
Con l'avvento dello Stato moderno e, in particolare, con le Costituzioni del XX secolo, avviene il salto metodologico: la borsa di studio diventa un investimento collettivo. L'accento si sposta dal donatore al beneficiario e al suo potenziale contributo alla comunità. La borsa smette di essere un regalo e diventa uno strumento per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, come sancito dalla nostra Costituzione.

Possiamo distinguere diverse tipologie di borse di studio, che riflettono modelli educativi e visioni differenti:
  • borse discrezionali o erogative, basate su una logica prevalentemente assistenziale o premiale, rispondono a un’esigenza di sostegno generico
  • borse di merito. Esse si fondano su criteri oggettivi e misurabili, quali risultati scolastici, performance accademiche o altri indicatori di eccellenza. Questo modello valorizza l’impegno, ma rischia di ridurre la complessità dei percorsi educativi a una dimensione prevalentemente prestazionale
  • borse di studio di tipo formativo o educativo, si stanno affermando con crescente rilevanza. 
Un esempio concreto dell'ultima tipologia è la Borsa di studio #impararedivertendosi, che il Centro Studi Creativamente APS -ETS, ormai da 3 anni, eroga a studenti e studentesse degli istituti del territorio, che dimostrano voglia di mettersi in gioco e sperimentarsi in un contesto reale. 
In questo caso, non ci si limita a un’erogazione economica né a un semplice riconoscimento del merito, ma si inserisce all’interno di un percorso strutturato che prevede attività, accompagnamento e momenti di apprendimento. La dimensione economica diventa così uno degli elementi di un progetto più ampio, orientato allo sviluppo integrale della persona, che mira a incidere in profondità sui percorsi di crescita, ponendo al centro l’esperienza e l’apprendimento. Le borse formative si caratterizzano infatti per l’attenzione al processo, per la valorizzazione della partecipazione attiva, per l’integrazione di esperienze quali laboratori, tutoraggio e pratiche collaborative, che stimolano la riflessione critica. In questo senso, esse risultano particolarmente efficaci nel promuovere competenze trasversali, senso di responsabilità e appartenenza a una comunità.
In una prospettiva metodologica, la borsa di studio può dunque essere interpretata come un elemento strategico all’interno delle politiche educative e dei progetti formativi, un vero e proprio motore capace di attivare processi di crescita e trasformazione. In particolare, le esperienze che integrano dimensione economica e progettazione educativa appaiono tra le più promettenti, in quanto capaci di coniugare equità, valorizzazione delle potenzialità individuali e costruzione di comunità.

PER DARE CONTINUITA' AL PROGETTO BORSE DI STUDIO #impararedivertendosi ABBIAMO BISOGNO DEL TUO AIUTO

dona il tuo 5x1000 al Centro Studi Creativamente – ETS
Inserisci il codice fiscale 02148070184 
nella sezione “Sostegno degli enti del Terzo Settore” della dichiarazione dei redditi

sabato 4 aprile 2026

TIMBRINI HOMEMADE

In attesa della primavera e delle giornate passate all'aria aperta, vi diamo qualche suggerimento per tenere occupati i vostri bambini nei momenti di noia, per evitare che si attacchino allo schermo della tv o ai videogiochi e chissà...magari anche voi adulti potrete divertirvi un po' con loro, si sa che i lavoretti manuali aiutano a liberare la mente e scaricare lo stress.

TIMBRINI HOMEMADE

Occorrente: sedano, fogli, tempere, e fantasia

Semplicemente utilizzate i singoli gambi di sedano come pennelli con una particolare punta a mezzaluna, perfetta per fare tante squame colorate al nostro pesciolino…
Oppure inventate nuovi divertenti animaletti!


Occorrente: sedano, spago, fogli, tempere, pennelli e fantasia 

Prendete alcuni gambi di sedano (almeno 4 o 5) e legateli con un pezzetto di spago per tenerli insieme, intingete nella tempera e stampate…fiori, fiori grandi, fiori piccoli, in base alla fantasia e al numero di gambi che si legano insieme.
Potrete poi completare i fiori aggiungendo dei dettagli, come steli e foglie

Questi lavoretti sono facilmente adattabili anche ai bimbi più piccoli, proponendo loro di sperimentare queste tecniche di pittura in modo libero, come in una sorta di scarabocchio, senza pensare alla composizione di un disegno…si divertiranno comunque un sacco!

Ora cambiamo ortaggio...

Occorrente: patate, coltellino, fogli, tempere, pennelli e aiuto di un adulto per l’intaglio 
Le patate serviranno da stampino, quindi prima di iniziare pensate a come intagliarle, utilizzando un coltellino, per ottenere poi una trama o una greca sul foglio. Fate attenzione perché si tratta di un operazione delicata!
Ottenuto l’intaglio desiderato coloratene la superficie con le tempere e stampate.

Se non vi sentite sicuri nel cimentarvi nell’intaglio limitatevi a tagliare la patata a metà! Potrete decorare lo stampo, una volta asciutta la tempera, direttamente sul foglio utilizzando i pennarelli o incollandoci materiali di riciclo quali cotone, pezzetti di stoffa, giornale, brillantini o quello che più vi piace…verranno benissimo lo stesso!

Potreste utilizzare questa tecnica per realizzare insieme ai bambini, le decorazioni per Pasqua. 
E’ vero, è un po’ presto, ma noi ci portiamo avanti!

E ora…mettetevi all’opera e mostrateci i vostri capolavori!