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venerdì 29 maggio 2026

Dalle idee alla pratica: le Borse di Studio #imparedivertendosi prendono vita nei laboratori didattici

Dopo aver esplorato l’importanza del sostegno al merito e all’innovazione nel nostro precedente approfondimento (AL LINK) sulle Borse di Studio #impararedivertendosi, è finalmente giunto il momento di vedere quei progetti trasformarsi in realtà. Nelle giornate del 12 e 19 maggio 2026, le aule delle scuole vigevanesi sono diventate veri e propri laboratori di sperimentazione, dove i gruppi vincitori 2026 hanno messo alla prova le loro idee insieme a studenti e studentesse delle scuole primarie.

12 Maggio: Ricostruire la "Città dei diritti scomparsi"
Il primo appuntamento si è tenuto presso la Scuola Primaria Regina Margherita (Ist. Compr. Piazza Vittorio Veneto), dove le 2 studentesse vincitrici MARIEM DRIDI e MATILDE ZORZOLI dell'Ist. Professionale Statale “Ciro Pollini” di Mortara hanno guidato studenti e studentessa della classe V in un primo approccio ai Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza con parole semplici. 
Il laboratorio è nato da una sfida: aiutare i più piccoli a comprendere che il gioco, lo studio, la salute, la sicurezza e il riposo non sono concetti astratti, ma pilastri fondamentali per una società giusta. Attraverso una narrazione coinvolgente, i bambini sono stati catapultati in una città immaginaria dove tutti i diritti erano improvvisamente svaniti. Armati di un passaporto dei diritti e divisi in gruppi, i giovani partecipanti hanno riflettuto sul valore del diritto all'istruzione, alla sicurezza, alla salute e al tempo libero e, utilizzando materiali di riciclo, hanno progettato e costruito fisicamente edifici della città deputati a garantirli. Il risultato è stata la ricostruzione della Città dei diritti scomparsi, un'opera collettiva che testimonia come la consapevolezza civica possa nascere già tra i banchi di scuola.

19 Maggio: "BESTIARUM QUATERNA" e la logica della natura
Presso la Scuola Primaria Vidari (Ist. Compr. Via Valletta Fogliano), il testimone è passato alle studentesse vincitrici GRECIA ABANTO e REBECCA FERRATI della Fondazione Roncalli ETS - Area Formazione. Il loro progetto ha unito scienza, strategia e gioco di ruolo.
L’obiettivo? Sfidare i bambini a usare il pensiero logico-strategico per comprendere la complessità del mondo naturale. Attraverso le dinamiche della game theory, i partecipanti hanno dovuto prendere decisioni, imparando come i fenomeni naturali e il cambiamento climatico influenzino la vita degli animali e i loro habitat. Dalla zoologia alla biologia, il laboratorio ha dimostrato che la scienza può essere un'avventura entusiasmante se vissuta attraverso il gioco e la cooperazione.


Queste due giornate hanno garantito che le Borse di Studio #impararedivertendosi non sono solo un traguardo individuale per chi le riceve, ma una risorsa preziosa per l’intera comunità. Vedere studenti e studentesse più grandi trasmettere con passione le proprie intuizioni ai bambini più piccoli è la conferma che investire nel merito, nelle idee e nel lavoro di squadra è la chiave per far crescere il nostro territorio.

Un ringraziamento speciale va ai nostri sostenitori e ai cittadini che hanno scelto di DESTINARE il loro 5x1000 al Centro Studi Creativamente.

giovedì 28 maggio 2026

Naufraghi per scelta: l'avventura dell'amore raccontata agli adolescenti

C'è un'immagine che ci accompagna spesso quando pensiamo alle relazioni affettive: quella di un'isola. Non un'isola qualsiasi, ma un territorio sconosciuto su cui approdiamo ogni volta che ci innamoriamo, che stringiamo un legame vero, che ci apriamo a un altro essere umano senza sapere esattamente cosa troveremo.

È da questa metafora, ispirata al libro L'avventura dell'amore di Jean-François Vézina (presente in PSICOBIBLIOTECA), che è partito il nostro incontro del 27 maggio 2026, realizzato dal Centro Studi Creativamente all'interno del progetto Unlock18 del Comune di Cilavegna.

Un'isola, molte strade

Insieme, Verena Boscolo e Silvia Gianelli, psicologhe hanno avuto il piacere di accompagnare un gruppo di ragazzə in una serata dedicata al benessere relazionale. Abbiamo scelto di non parlare di "amore" con la A maiuscola e le grandi definizioni, ma di invitare i partecipanti a esplorare i propri sentieri personali: quelli già percorsi, quelli temuti, quelli desiderati.

Perché parlare di relazioni con gli adolescenti non significa dare risposte preconfezionate, ma costruire uno spazio sicuro in cui interrogarsi, senza il timore di essere giudicati. Uno spazio dove anche il dubbio, l'incertezza, la paura di sbagliare possano trovare parola.

Cosa è successo durante l'incontro

Attraverso il dialogo e alcuni momenti di confronto guidato, i ragazzə hanno condiviso domande autentiche, riflessioni personali, piccole esperienze di vita. Non è scontato che questo accada: richiede fiducia, tempo, e la capacità del gruppo di accogliersi a vicenda.

Ed è proprio questo che abbiamo visto emergere: capacità di ascolto reciproco, momenti di consapevolezza, e soprattutto una genuina voglia di mettersi in gioco. I ragazzə non sono stati spettatori passivi di una lezione sull'amore, ma protagonisti attivi della propria "avventura", pronti a riconoscere che ogni relazione — come ogni esplorazione — comporta scoperta, rischio, e la possibilità di trasformarsi.

Perché lavoriamo così con i gruppi adolescenti

Lavorare con gli adolescenti su questi temi significa, per noi, tre cose fondamentali:

  • Facilitare relazioni autentiche, in cui ci si possa mostrare per come si è davvero;
  • Promuovere competenze emotive e relazionali, che sono strumenti concreti per la vita quotidiana;
  • Offrire chiavi di lettura per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide, spesso complesse, della crescita.

L'adolescenza è già di per sé un'isola da esplorare. Aggiungere a questo viaggio anche quello delle relazioni affettive richiede accompagnamento, non istruzioni.

Un grazie sentito

Un ringraziamento speciale va a tutti i ragazzə presenti, per la partecipazione attiva e la fiducia dimostrata durante l'incontro: senza la loro apertura, nessuna "avventura" sarebbe stata possibile.

Grazie inoltre all'assessora Giorgia Amanti per il sostegno al progetto Unlock18, che continua a offrire al territorio di Cilavegna occasioni preziose di crescita e confronto per le nuove generazioni.

L'avventura continua — un'isola alla volta. 💛

mercoledì 25 marzo 2026

SINGOLARITA’ SCOMPOSTE IN DIALOGO: DIRITTI, EDUCAZIONE E CREATIVITÀ

Sabato 21 marzo, presso Fondazione Roncalli a Vigevano, si è tenuta l’iniziativa 
SINGOLARITA’ SCOMPOSTE IN DIALOGO: 
tante voci, tante storie, tante prospettive che insieme tessono i diritti dell’infanzia. 
L’evento, organizzato da Centro Studi Creativamente APS e Mama Yovò ODV, ha visto la partecipazione anche di volontari di Vigevano Prabis ODV, Oltremare ODV, Fondazione Roncalli ETS– Area Formazione.
Tale iniziativa si inserisce nel programma del Festival dei Diritti 2025-2026, promosso da CSV Lombardia Sud e dedicato quest’anno al tema “Umanità Plurale”, un invito a rimettere al centro la dignità di ogni persona e a valorizzare educazione, inclusione e rispetto in un contesto sociale sempre più complesso. Un programma, quello del Festival dei Diritti, che proseguirà fino al 29 marzo, visionabile al link 
Il pomeriggio si è aperto con un momento di confronto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – dal diritto all’istruzione al tempo libero, dalla salute ai diritti digitali, con un’interessante riflessione interattiva sull’uso attuale dell’intelligenza artificiale. I partecipanti, tramite accesso con QR code hanno potuto rispondere in tempo reale ad alcune domande sull’uso dell’AI da parte di bambini e bambine e confrontare le loro risposte con i dati di ricerca. Da essi sono emersi spunti di riflessione e consigli pratici peri genitori.
A seguire bambini e adulti hanno potuto prendere parte ad alcune attività laboratoriali, ideate dagli organizzatori, con l’obiettivo di sperimentare e riflettere su come la diversità possa diventare inclusione nel mondo contemporaneo.

Con Mama Yovò, due attività per esplorare la percezione sensoriale senza l’uso della vista, per trasformare un limite apparente in uno stimolo per sviluppare nuove modalità di percezione.
I volontari di Vigevano Prabis ODV, davanti ad una carta geografica del mondo, hanno invitato i partecipanti a “mettersi in viaggio” alla scoperta dei luoghi da cui provengono tante storie e culture diverse. L’obiettivo è stimolare curiosità, consapevolezza e rispetto
Oltremare, con l’aiuto dei suoi mediatori linguistici, ha proposto un laboratorio multilinguistico dedicato alle lingue del mondo. Hanno invitato i partecipanti a giocare e sperimentare con parole e suoni di lingue diverse, perché anche il linguaggio può diventare uno strumento per costruire dialogo e inclusione.
Ed infine, l’istituto che ci ha ospitato, Fondazione Roncalli ETS che, con i suoi studenti del corso di Animazione turistico – sportiva, ha messo in scena uno spettacolo di burattini, narrando e animando la storia di Pinco, uno strano animaletto, simile e diverso al contempo a tutti gli altri animali. Una storia per educare all'inclusione, alla comprensione dell'altro e alla comunicazione.

Durante l’evento è inoltre stato possibile visitare la mostra dei lavori realizzati dai bambini e dalle bambine del laboratorio “Falegnami in erba” della Scuola Primaria Regina Margherita, promossa dal Centro Studi Creativamente. Laboratorio che si è tenuto proprio all’interno della scuola, in cui un’aula è stata per 3 giorni (dal 17 al 19 marzo), trasformata in un vero e proprio laboratorio di falegnameria a misura di bambino, per poter sperimentare progettazione, manualità e collaborazione, trasformando idee e materiali in piccoli manufatti. Il vero obiettivo, però, è stato educazione civica e inclusività poiché lavorando insieme e condividendo gli strumenti i bambini hanno riflettuto sui temi di cooperazione, collaborazione e valore del rispetto delle regole, in linea con Agenda 2030.
Il Socio di Centro Studi Creativamente, Referente del Progetto Ing. Francesco Zanardi , insieme alle maestre hanno coinvolto le classi seconde, terze e quarte, per un totale di circa 150 bambini, per ogni classe è stata svolta una lezione dedicata di due ore e mezza con il falegname conduttore esperto.

E alla fine del pomeriggio focaccia per tutti i partecipanti e tutti volontari che hanno creduto in questa iniziativa. 
Attività come questa esistono e prendono forma solo grazie alla capacità di costruire connessioni e reti tra associazioni, volontari, scuole e realtà del territorio che mettono a disposizione spazi, competenze ed energie. Questo lavoro condiviso rappresenta concretamente lo spirito dell’Obiettivo 17 dell’Agenda 2030, dedicato alle partnership per lo sviluppo sostenibile: collaborare significa creare opportunità educative e sociali più solide e durature per la nostra comunità.

Se qualcuno di voi ha partecipato all’evento e non ha ancora lasciato le proprie impressioni e valutazione, compilando il modulo di feedback, potrà ritrovarlo cliccando il seguente link: 
FOTO e altro sui nostri canali social FB e IG

domenica 5 ottobre 2025

“O VINCO O IMPARO” – SPORT, EDUCAZIONE E CRESCITA PERSONALE

PROGETTO EDUCATIVO con giovani, sport ed educazione emotiva: al via consigli di lettura, incontri con professionisti, psicologi e atleti e concorso su TikTok a cura del Centro Studi Creativamente per il FUORI RASSEGNA 2025 di Retecultura Vigevano 

Un’iniziativa specificatamente dedicata agli studenti delle Scuole Secondarie di II grado per promuovere la crescita personale attraverso racconti di sport e riflettendo sul valore dell’allenamento e dell’errore a partire dalla lettura del libro “O vinco o imparo”. Il Centro Studi Creativamente, in collaborazione con Retecultura Vigevano, promuove il progetto educativo con un concorso a premi, con particolare attenzione agli studenti degli indirizzi sportivi e di marketing, ma comunque aperto a tutte le realtà scolastiche interessate e ai singoli cittadini.

Lo sport sarà il tema principale e leva educativa, con l’obiettivo di promuovere riflessione, dialogo e creatività attorno a temi cruciali per l’educazione dei giovani e la loro crescita personale: gestione dell’errore, impegno e resilienza.

Al centro dell'iniziativa, l’incontro con Elena Giulia Montorsi, autrice del libro “O VINCO O IMPARO” , psicologa dello sport, psicoterapeuta e mindfulness coach, previsto per la mattinata di martedì 21 ottobre dalle ore 10.00 alle 12.00 nella Cavallerizza del Castello di Vigevano. Il testo, disponibile nella Psicobiblioteca dell’associazione, diventa uno strumento di preparazione all’incontro con l’autrice.

Durante l'incontro, moderato dal giornalista sportivo Andrea Gianniniex azzurro e ora responsabile del salto con l’asta per la Federazione Italiana di Atletica Leggera, gli studenti dialogheranno e sentiranno i racconti anche di atleti di alto livello tra cui Luisa Iogna Prat, campionessa italiana di Triathlon, che da qualche anno ha scelto Vigevano come base per i suoi allenamenti. 

Saranno presenti anche 

  • Escape Team, con Daniele Chiesa, per la raccolta di adesioni per diventare volontario della Scarpadoro di Vigevano (versione Natalizia del 14 dicembre e Mezza maratona del 15/ marzo 2026), occasione concreta per i giovani di mettersi in gioco e fare volontariato attivo per la propria citttà.

  • Ubuntu Vigevano Meraki, accompagnati da Simona Ferrari, per l’accoglienza degli studenti e perchè alcuni di loro sono sportivi ad alto livello, come Gabriele Vietti, e saranno presenti per cogliere nuove strategie per migliorare le loro performance

La mattinata sarà uno dei 2 eventi dedicati alle scuole per il FUORI Rassegna 2025 di Retecultura VigevanoL’iniziativa è pensata per coinvolgere non solo gli studenti, ma anche docenti, famiglie e cittadini, con l’obiettivo di offrire un’esperienza educativa di valore, che unisce sport, cultura e partecipazione attiva. 📌 Adesioni entro il 10 ottobre 2025 tramite modulo online. LINK https://forms.gle/rfPqtRrFifPZGhqx8

L’incontro in presenza sarà anche l’occasione per lanciare il contest creativo su TikTok 📆Dal 21 ottobre al 21 novembre 2025, invitando gli studenti dai 16 ai 19 anni a realizzare brevi video ispirati ai messaggi del libro e dell’incontro del fuori rassegna, promuovendo una comunicazione positiva e consapevole. I 10 migliori video saranno premiati durante l’evento conclusivo che si terrà 📅 Martedì 25 novembre 2025, pomeriggio – presso Fondazione Roncalli (Piazza Calzolaio D’Italia, 11), in occasione del tradizionale mercatino solidale natalizio. PER INFO E MODALITa' di PARTECIPAZIONE inviare una mail a creativamente.pv@gmail.com

Per informazioni e contatti stampa: creativamente.pv@gmail.com – ☎️ 338 5831727




sabato 24 maggio 2025

Premiate con 1000 € le idee di giovani studenti e realizzati 2 laboratori #impararedivertendosi

Educazione, creatività e partecipazione attiva:
sono questi i valori che hanno ispirato i due progetti vincitori delle 2 nostre borse di studio
per l'A.S. 2024/2025

Il primo progetto, intitolato "Camminando per il mondo", è stato sviluppato da Carol Alesii e Yassin Chafai, studenti della Fondazione Roncalli Area Formazione - indirizzo animazione e turismo. Questo percorso educativo, pensato per la scuola dell’infanzia, è stato progettato per sensibilizzare i bambini sulle norme di sicurezza stradale e sui corretti comportamenti da tenere quando si è in movimento. Attraverso simulazioni e attività guidate, i bambini mezzani della scuola materna B.V. Addolorata hanno imparato a riconoscere i segnali, a muoversi in sicurezza e a diventare piccoli cittadini consapevoli. Alla premiazione presente anche Sara Cerastico, socia volontaria e dipendente dell'AUTOSCUOLA CERASTICO che da anni ci sostiene nell'organizzazione di attività rivolte ai bambini.

Il secondo progetto premiato, "The Fruity Colors Game", è stato ideato da Gloria Nagari e Samuele Arena studenti della 2 D dell’Istituto “C.Pollini” di Mortara che si sono particolarmente distinti per creatività e proattività, ottenendo un premio speciale costituito da BUONI e ARTICOLI PER LA CASA, da regalare ai genitori. Hanno pensato a giochi interattivi, di movimento e canzoni per insegnare l’inglese ai bambini della Scuola Primaria Polo Educativo Regina Pacis. Un approccio ludico, visivo e coinvolgente, pensato per stimolare fin da subito la memoria, la curiosità e le competenze linguistiche dei bambini.

Le attività si sono svolte nelle scorse settimane (8 e 21 maggio 2025) e sono state l’occasione per il conferimento delle borse di studio per un totale di 1000€, messa a disposizione dal Centro Studi Creativamente per premiare l’originalità, la qualità didattica e l’impatto positivo delle proposte. Entrambe le attività hanno riscosso entusiasmo tra alunni e insegnanti, confermando l’efficacia di percorsi formativi ideati direttamente dagli studenti per i più piccoli.

Le due borse di studio rappresentano un traguardo significativo anche per tutti noi, che quest’anno — grazie al sostegno delle donazioni 5xMille, della vincita del concorso "Esprimi un desiderio" di Coop Lombardia e delle donazioni ricevute in occasione della raccolta di Natale 24 — siamo riusciti a raddoppiare le opportunità offerte, sostenendo concretamente la formazione e il talento giovanile sul territorio.

L’associazione continuerà a promuovere iniziative, bandi e percorsi educativi capaci di valorizzare la creatività degli studenti e incoraggiare una partecipazione attiva, responsabile e costruttiva alla vita scolastica e sociale. Continua ad essere importante il tuo sostegno! DONA ORA

MAGGIORI INFO SUL CONCORSO E SULLA SELEZIONE AL LINK

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giovedì 5 dicembre 2024

18ma edizione del Festival dei Diritti - #impararedivertensosi c'è

Un successo di idee, di progetti, di speranze per il futuro, e anche di pubblico: sono stati oltre 2300 i cittadini che nella sola provincia di Pavia hanno partecipato ai 37 eventi organizzati sul territorio da 87 organizzazioni di volontariato ed enti nel corso dei dieci giorni di Festival dei Diritti.

Reso possibile da una community di organizzazioni non profit attive nelle quattro province (associazioni che ormai da anni aderiscono alla rete informale de La Trama dei Diritti), il Festival ha dimostrato la capacità del volontariato di testimoniare quanto realizzato e di essere anticipatore di ciò che ancora deve accadere. Lo ha fatto attraverso tavole rotonde, incontri, presentazioni di libri, proiezioni di film e documentari, mostre e performance, incrociando spesso nuovi linguaggi e formule pensate per intercettare cittadini sensibili o potenzialmente interessati ai temi trattati, tutti riconducibili all’Agenda 2023 dell’ONU. Un programma capace di collegare urgenze locali a grandi temi globali e destinato, in modo più episodico, a proseguire per tutto l’anno con gli eventi della Trama dei Diritti www.tramadeidiritti.it

In particolare, l'evento #impararedivertendosi per un futuro sostenibile, realizzato data giovedì 14 novembre e sabato16 novembre 2024 ha fatto i seguenti numeri:

3 Sezioni "Senza Zaino" Classi III Scuola Primaria Vidari - Istituto Comprensivo Via Valletta Fogliano di Vigevano hanno aderito al progetto per un totale di  75 studentesse e studenti, 3 insegnanti
La Classe vincitrice del torneo di Gioco dell'Oca Agenda 2030 è stata la Sezione B
4 Enti del Terzo Settore coinvolti per 15 volontari presenti e attivi nella ideazione, progettazione e realizzazione
1 scuola professione con 2 docenti e 3 studenti
1 Sistema Bibliotecario Lomellino per la location della Biblioteca Civica
2 reti di ETS per la diffusione e comunicazione dell'evento (Retecultura/ wetown e Trama dei Diritti/CSV)
40 partecipanti alle attività di workshop
4 attività di workshop
  • 1 tessitura, 
  • 1 ricamo, 
  • 1 gioco dell'oca Agenda 2030, 
  • 1 costruzione di un giocattolo
1 aperitivo conviviale
2 attività commerciali coinvolte: Panificio Vigevanese e Bar Portici Cavour di Vigevano

Alla domanda "
TI E' PIACIUTO L'EVENTO? LASCIA IL TUO PARERE, SUGGERIMENTI" alcune dei partecipanti hanno risposto:
"E' stato un evento molto interessante e soprattutto ha creato una buona rete di collaborazione tra molte realtá cittadine, che si potranno ampliare di certo in progetti futuri realizzabili in rete"
"Ottima iniziativa con il coinvolgimento di molti ragazzi che rappresentano il futuro"
"Evento coinvolgente, variegato e utile sia per i bambini sia per gli adulti presenti"

 

"Vedere bambini e genitori giocare insieme è stato molto bello"
"si, molto utile sia per bambini che per adulti"
"mi è piaciuto molto stare insieme ai bambini e aiutarli con i vari laboratori proposti, l'ho trovata un'iniziativa interessate"
"Bellissimo !!ho imparato cose che non sapevo fare"
"moltissimo. Bellissimo momento di attività insieme"
"Mia figlia si è molto divertita e ha imparato cose nuove"
"È stato molto divertente e interessante"
"È piaciuto moltissimo sia ai genitori che ai bambini per la varietà dei laboratori e la presenza di spunti diversi per condividere un momento collettivo"
"Sì, è stato molto coinvolgente e accogliente"
"Un bel organizzazione, tanti partecipanti, lo staff era molto gentile e accogliente 🤗"

ALLA PROSSIMA OCCASIONE CONTINUATE A SEGUIRCI SUI SOCIAL IG E FB 

mercoledì 27 marzo 2024

CAMBIAMENTO CLIMATICO: QUALI EFFETTI SULLA PSICHE UMANA?

Eccoci giunti al termine di questi post ricchi di spunti di riflessione tratti dal podcast "17 BUONE RAGIONI - Idee per vivere l’Agenda 2030", che potete ascoltare qui.
A guidarci nella riflessione di oggi saranno Vivambiente, associazione del lodigiano e Il Cammino del Po, realtà cremonese. Con le loro attività mettono in evidenza quanto sia importante preservare il nostro ambiente e portare, anche nei nostri territori, i temi globali indicati dagli obiettivi dell’agenda 2030 che riguardano il cambiamento climatico.

Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti noi, le notizie sono sempre più allarmanti, è ormai una tematica globale, tale da trasmetterci la sensazione di essere disarmati e impotenti difronte ad una questione tanto complessa e urgente.
Un aspetto spesso trascurato è proprio l'impatto psicologico che il cambiamento climatico può avere sugli individui e sulle comunità.


Gli effetti psicologici del cambiamento climatico possono essere diretti o indiretti. Quelli diretti possono manifestarsi in diversi modi, tra cui ansia, depressione oppure stress post-traumatico in individui che hanno vissuto in prima persona catastrofi quali alluvioni e incendi.
L'ansia climatica è un fenomeno in crescita, specialmente tra le giovani generazioni che si trovano a confrontarsi con un futuro incerto. La costante esposizione a notizie allarmanti sul clima può generare un senso di impotenza e paura, alimentando quadri ansiosi che possono interferire con la vita quotidiana.
Al contrario, un altro effetto psicologico diretto è la tendenza a disconnettersi emotivamente dalla realtà del cambiamento climatico. Questo meccanismo di difesa può portare alla negazione del problema, che a sua volta ostacola gli sforzi per affrontare la crisi in modo efficace.
Oltre agli effetti psicologici diretti, il cambiamento climatico ha anche un impatto indiretto sulla nostra salute mentale. Questi effetti possono manifestarsi attraverso cambiamenti nel nostro ambiente sociale e culturale, così come nelle nostre routine quotidiane. I cambiamenti climatici possono influenzare le nostre attività quotidiane in modi che non avevamo previsto. Ad esempio, ondate di calore prolungate o inverni particolarmente rigidi possono limitare le opportunità di esercizio fisico all'aperto, un fattore noto per migliorare la salute mentale.

Quali strategie di adattamento psicologico possiamo mettere in atto per aiutare le persone a fronteggiare questi cambiamenti?
Sicuramente si può partire, già con i bambini, ad un’educazione mirata e finalizzata ad aumentare la consapevolezza dei cambiamenti in atto. Essere informati sui rischi e sulle soluzioni può ridurre l'ansia e fornire un senso di controllo.
Incoraggiare a parlare apertamente dei propri sentimenti e preoccupazioni può aiutare a ridurre lo stress e l'ansia. Riuscire a creare una rete di supporto sociale forte è fondamentale per attenuare gli effetti psicologici negativi.
Inoltre, pratiche come la meditazione e la mindfulness possono aiutare a gestire i sintomi di stress e ansia associati al cambiamento climatico. Nei casi più difficili è bene chiedere aiuto ad un professionista psicologo.

Attraverso una maggiore consapevolezza di questi aspetti, possiamo sperare di sviluppare un approccio meno tecnico, ma più umano alla crisi climatica. 

Dott.ssa Rosita Romano, laureata in psicologia

mercoledì 20 marzo 2024

SI PUO’ IMPARARE DALLA NATURA?

Siamo quasi giunti alla fine del nostro viaggio tra le tematiche del podcast "17 BUONE RAGIONI - Idee per vivere l’Agenda 2030". Negli ultimi due articoli trarrò spunti di riflessione da tematiche e progetti legati all'ambiente. Sfide che spesso sembrano lontane dalle azioni quotidiane ma che richiedono il contributo di ognuno di noi.

In particolare mi ha incuriosita “Cremona Urban Bees”, un progetto che vede l'apicoltura come un punto di incontro per la comunità. Nel 2017 è infatti stato allestito un apiario collettivo urbano, la cui gestione è affidata a neo-cittadini-apicoltori, che hanno ricevuto una formazione specifica da parte di apicoltori esperti. Tutti i cittadini sono coinvolti in modo attivo nell’iniziativa di apicoltura urbana, attraverso piccoli ma importantissimi gesti, come ad esempio: esporre sui balconi fiori melliferi, adottare un’arnia per sostenere il progetto, evitare in maniera assoluta l’utilizzo di spray velenosi. Grande obiettivo che si raggiunge tramite questa attività è anche la socialità che si vive e il sentirsi coinvolti nella vita della comunità.

Vi starete chiedendo cosa c’entrino le tematiche ambientali con il lavoro dello psicologo e perché ve ne sto parlando.
Sicuramente parte del nostro ruolo è educare, sia al rispetto reciproco che dell’ambiente in cui viviamo, alla collaborazione e socializzazione. Ad esempio questo progetto insegna anche che se riusciamo a rispettare le giuste distanze dalle api, apprezzeremo i loro spazi, imparando a capire che sono innocue.

Non è un po’ quello che succede nelle relazioni umane? 
Il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer usa “Il dilemma del porcospino” per riflettere sulla difficoltà del vivere insieme agli altri, gestendo il rischio di cadere nel difetto o nell’eccesso nei rapporti con le persone.
Metaforicamente Schopenhauer paragona il tutto ad una giornata fredda d’inverno, durante la quale i porcospini si strinsero vicini per evitare di rimanere assiderati, ma la troppa vicinanza faceva loro sentire il dolore delle spine, finchè non furono in grado di trovare una moderata distanza che consentisse loro di non sentire né il freddo né il dolore. Questo a dimostrazione che la base fondamentale di ogni tipo di rapporto è il rispetto reciproco, e l’equilibrio, troppa vicinanza o troppa distanza fisica, ma soprattutto emotiva potrebbe farci cadere in un paradosso ovvero soffrire vicino, ma ugualmente soffrire anche se si è lontani. La distanza media, grazie alla quale è possibile una coesistenza, si trova nella cortesia, nelle buone maniere, nell'empatia.

Il mondo degli animali, offre altri notevoli spunti per riflettere sulla natura degli esseri umani .
Voi vi chiederete cosa c’entra un animale con un essere umano? Una risposta potrebbe fornirla De Waal che, nel suo libro “L’ultimo abbraccio”, si focalizza sulle somiglianze gli esseri umani e gli animali definendo gli umani solo un po’ più egocentrici.
Gli animali sono in grado di comunicare tra loro, si pensi ad esempio ai delfini i quali attirano l’attenzione emettendo suoni, a quanto sanno essere grati i nostri cani o gatti (forse anche più di noi), alla capacità degli scimpanzè di riconciliarsi con baci e lunghi abbracci dopo un litigio, ai comportamenti messi in atto da alcuni animali quando muore un componente del branco o un loro cucciolo.

Gli animali, proprio grazie alle loro caratteristiche, vengono spesso impiegati anche a scopo terapeutico. Ne è un esempio la cosiddetta Pet Therapy, una forma di terapia in cui il canale comunicativo più usato e sollecitato è quello dell’immediata espressione delle emozioni. Il contatto con gli animali ci ricorda che dovremmo dare spazio all’istinto, alle sensazioni per dar luogo all’esercizio dell’anticipazione (il sentire prima) portandoci sempre di più al benessere fisico e mentale, nostro e di chi ci circonda. 

Dott.ssa Rosita Romano, laureata in psicologia

mercoledì 13 marzo 2024

DONNE, DIRITTI, PARITA’ DI GENERE…

Celebrata la Festa della Donna, vogliamo continuare a parlare di diritti e di parità di genere. Ne sentiamo parlare continuamente, tematica calda in tv, giornali, internet. Come raggiungerla? Obiettivo primario sarebbe quello di imparare a differenziare e a comprendere i diritti, rispettando la diversità.

In una delle puntate del podcast "17 BUONE RAGIONI - Idee per vivere l’Agenda 2030, vengono presentati i progetti dell’associazione di promozione sociale Rumorossǝ che promuovono la parità di genere, fornendo uno spazio dove le donne possono essere se stesse senza dover aderire a stereotipi predefiniti.
L’associazione collabora con i centri antiviolenza dove vengono abbinati percorsi di tutela legale/psicologico e percorsi di riconoscimento all’affettività. Un punto di ri-partenza per donne vittime di violenza sessuale o domestica, che attraverso attività e laboratori, che vedono coinvolte donne di 9 etnie differenti, riprendono ad essere se stesse e si aiutano a vicenda.

Le testimonianze delle volontarie mi hanno fatto nascere la domanda: COME POSSIAMO SVOLGERE AL MEGLIO IL NOSTRO RUOLO DI PSICOLOGI? 
Mi sono così imbattuta in un articolo di Alessandra Serio dal titolo: “Debellare lo stigma dell’etichettamento: da vittima a sopravvissuta”.
Bisogna innanzitutto comprendere la cultura sottostante i comportamenti alla base della violenza di genere, come nel tempo è cambiato il ruolo della donna e dell’uomo e come si sono modificati di conseguenza i rapporti di coppia.
Per sconfiggere la violenza di genere bisognerebbe educare al rispetto reciproco informando e formando ambo i sessi, attivando una comunicazione di confronto efficace sia sui punti di forza che di debolezza e riconoscendosi pari dignità. Gli stereotipi (donne-sesso debole/uomini-virilità) generano etichette sociali.
La stessa parola “vittima”, in riferimento ad una donna che subisce violenze e/o maltrattamenti, rimanda ad un’idea di passività ed impotenza. Nei centri antiviolenza è importante stabilire una comunicazione che miri a non “ritraumatizzare” la donna e quindi formulare cautamente le domande e evitare termini come ad es.”vittima” sostituendola con la parola “sopravvissuta”.
In questo modo infatti, oltre ad evitare l’effetto stigmatizzante e statico del termine “vittima”, si passerebbe ad una concezione dinamica, che possa agevolare una “rinascita”, aiutando la donna a riscoprire a sé stessa e quali risorse interne ed esterne utilizzare per reagire al meglio. Questo termine inoltre mette in evidenza la volontà delle donne di reagire e riprendere in mano la propria vita.

Riscoprire la resilienza, cioè un adattamento positivo che consenta di superare eventi traumatici e/o stressanti inducendo il soggetto al pensiero positivo, per rendere possibile il cambiamento organizzando la propria vita in modo più autentico. Per aumentare la resilienza una pratica efficace, secondo il mio parere, è la pratica della meditazione. Metodo valido per favorire relax, connessione di corpo e mente e agevolare lo sviluppo di qualità positive e la volontà di migliorare la propria persona. 

Dott.ssa Rosita Romano, laureata in psicologia

mercoledì 6 marzo 2024

INTERCONNESSI MA SOLI

Ascoltando il podcast "17 BUONE RAGIONI - Idee per vivere l’Agenda 2030," ho potuto conoscere il Progetto Viviamo Mantova che lavora per creare una città sostenibile e accessibile e abbattere le barriere relazionali e sociali. 
Sono stata colpita dal loro motto: “UNA PLURALITA’ DI SOLITUDINI NON FA DI UNA SOCIETA’ AL CONTRARIO RESPONSABILITA’ E SOLIDARIETA’ FANNO UNA SOCIETA’ VALIDA” e ho deciso di approfondire la tematica della solitudine.
Per combattere la solitudine non basta moltiplicare le iniziative per uscire dall’isolamento. Bisogna anche cambiare la nostra mentalità e adottare nuovi comportamenti per non sentirsi soli e tristi.
Potremmo definire la solitudine come quella sensazione di disagio che si manifesta quando abbiamo bisogno di affetto o compagnia, oltre che di appartenere a un nucleo sociale.
Nel nostro mondo iperconnesso, la solitudine sembrerebbe non esistere, invece l’utilizzo smodato dei social illude la mente, ma non sono affatto simbolo di socialità reale.
Come rivelano sondaggi e studi, gli individui che utilizzano maggiormente i social sono anche quelli con un senso più profondo di solitudine. L’isolamento sociale percepito è la sensazione di non avere contatti sociali desiderati.
Secondo una ricerca condotta presso l’Università di Chicago, la sensazione di solitudine innesca un meccanismo definito in psicologia ipervigilanza per minaccia sociale. Si attiva così un’inconscia attenzione all’autoconservazione, ovvero la tendenza alla maggiore sorveglianza del mondo sociale. Il risultato è un circolo vizioso di ritiro, in cui la persona sola diventa sempre più sospettosa, intensificando il proprio senso di isolamento.


In molti casi la solitudine si associa a sintomi depressivi, disturbi d’ansia e altre forme di malattia mentale. L’ ansia da solitudine è un fattore di rischio per malattie cardiache, diabete di tipo 2 e artrite. Soffrire di solitudine cronica può innescare risposte fisiologiche avverse come l’aumento della produzione di ormoni dello stress , ostacolare il sonno e provocare un indebolimento del sistema immunitario.
Molti di noi associano la solitudine alla vecchiaia, ma un nuovo studio ha scoperto che molte delle nostre supposizioni sono sbagliate.
La solitudine è infatti definita dalla discrepanza tra i nostri legami sociali desiderati e quelli reali, per questo motivo tende a raggiungere raggiunto il picco durante la giovane età adulta, tra i 20 e i 30 anni. Secondo lo studio la solitudine diminuisce durante la mezza età e si avvicina ai livelli dei trentenni nella fascia di popolazione di età superiore agli 80 anni (legata a fattori come l’assenza di un coniuge e le limitazioni funzionali dell’individuo)
L’isolamento involontario purtroppo produce anche un deterioramento dell’autostima.
Non dobbiamo però vedere la solitudine esclusivamente come un fattore negativo.
Nelle giuste circostanze, scegliere di trascorrere del tempo da solo può essere un enorme vantaggio psicologico.
La solitudine può essere uno stato di isolamento senza essere davvero soli. È uno stato di impegno positivo e costruttivo con se stessi. La solitudine è utile perché è un tempo che può essere utilizzato per la riflessione, la ricerca interiore e la crescita personale. 

Dott.ssa Rosita Romano, laureata in psicologia

mercoledì 28 febbraio 2024

SALUTE, BENESSERE ED EDUCAZIONE

In questo nuovo post, che riprende la puntata del podcast di "17 BUONE RAGIONI - Idee per vivere l’Agenda 2030," che potrete ascoltare qui, prenderò spunto dal lavoro di un’associazione di Cremona e di una di Pavia per parlarvi dell’importanza di tutelare la salute, l’educazione e quindi in maniera più generale il benessere.

A Cremona il Gruppo Articolo 32 fornisce servizi sociosanitari gratuiti a coloro che sono esclusi dal Servizio Sanitario Nazionale.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE GARANTIRE LA SALUTE A SOGGETTI RICHIEDENTI RIFUGIO IN ITALIA?
È un principio previsto dall’articolo 32 della Costituzione italiana, in quanto le persone presenti sul territorio italiano, hanno diritto ad avere delle cure che garantiscano la loro salute. Per cercare di superare le difficoltà derivanti da una differente cultura, grande aiuto viene dato dai centri di accoglienza ed è prevista anche la collaborazione con i servizi sociali. A tal proposito, abbiamo in Italia una figura riconosciuta, quella del mediatore culturale, un professionista di fondamentale importanza in quanto dotato di competenze linguistiche e conoscenze culturali utili ad accogliere gli immigrati, inizialmente sprovvisti di ogni mezzo di comunicazione efficace. Il mediatore aiuta e accompagna gli stranieri presso tutti gli enti preposti, come ASL, Servizi Sociali, tribunali, questure, carceri, organizzazioni no profit e associazioni di volontariato.
In ogni struttura è fondamentale mediare, garantendo la comprensione da entrambe le parti, ancor di più in ambito sanitario, dove, in caso di emergenza, è necessario un intervento rapido e organizzato. Tra i diritti umani, la salute è un diritto di tutti.

A Pavia invece, l'associazione Babele ODV, si dedica all'inserimento scolastico dei minori e al supporto delle famiglie, sia italiane che straniere. Garantendo in questo modo, oltre ad un regolare percorso scolastico, il coinvolgimento anche in progetti (come l’Erasmus) e attività utili per il futuro che le famiglie non si potrebbero permettere per motivi economici.

In questo ambito COSA PREVEDE IL RUOLO DELL’EDUCATORE e DELLO PSICOLOGO?
Gli educatori per svolgere i loro compiti in modo adeguato devono essere formati nell’ideazione, progettazione e svolgimento di progetti a medio e lungo termine, cuciti sui bisogni e le caratteristiche della persona, attraverso strategie mirate a garantire i primi risultati in breve tempo. Lo psicologo invece entra in gioco per garantire la tutela psicofisica, mirando alla gestione dello stress psicosomatico indotto dal cambio di luogo di vita e al rispetto della cultura di provenienza, utilizzando strategie specifiche volte a integrare l’immigrato e a indirizzarlo verso una formazione e un lavoro adeguato. 

Dott.ssa Rosita Romano, laureata in psicologia

mercoledì 21 febbraio 2024

SOLIDARIETA’ INDIVIDUALE per la lotta alla povertà e alla fame

Ciascuno di noi può contribuire alla solidarietà in azione, sia attraverso organizzazioni strutturate, sia attraverso azioni individuali. Ogni piccolo gesto conta nel raggiungimento obiettivi globali dell’Agenda 2030.
La puntata del podcast che potrete ascoltare qui racconterà di due progetti, esempi di solidarietà spontanea. 

A Pavia "Nessuno si salva da solo," progetto partito ad Aprile 2020 per supportare le famiglie in difficoltà, durante la pandemia attraverso donazioni di persone con un reddito garantito che,  per alcuni mesi, hanno devoluto una piccola quota del proprio stipendio in un fondo di solidarietà gestito dalla Caritas per coprire le spese di chi, come musicisti, piccole imprese, palestre si è trovato a reddito zero.

L’esperienza di Caritas Mantova, invece, ci racconta come la comunità possa fornire risposte concrete e rapide a emergenze sociali, contribuendo così alla nascita di nuovi Empori Solidali, piccoli supermercati dove poter fare la spesa gratuitamente in ambienti più dignitosi.

In questi progetti lo psicologo interviene in supporto a persone che per motivi oggettivi hanno problematiche legate ad esempio a motivi economici e che spesso provocano problematiche psico-fisiche.

Questo argomento ha fatto nascere in me la curiosità di ricercare se e come fossero collegate economia e psicologia. Sicuramente lo sono, innanzitutto sulla componente emotiva, in quanto perdere improvvisamente un posto di lavoro può causare seri rischi per la salute psicofisica del soggetto così come, al contrario, un guadagno troppo elevato potrebbe portare emozioni opposte ma non meno deleterie in quanto difficili da gestire e controllare. Mi sono anche chiesta, nel nostro ruolo di psicologi, come poter supportare e garantire l’equilibrio in una società largamente frenetica che non ci consente di darci il tempo di pensare a quale sia effettivamente la scelta più giusta.

L’Economia Comportamentale rappresenta oggi un ambito di notevole interesse e sviluppo, punto di contatto tra Economia, Etica e Psicologia. Diverse ricerche hanno evidenziato che non sempre il consumo è legato ad una necessità bensì subentra la componente emotiva, spesso il desiderio di essere soddisfatti da un bene materiale nasconde una carenza emotiva che si tenta così di colmare.
L’economia comportamentale, da una parte si focalizza sui processi cognitivi che guidano i processi di scelta, prendendo il nome di Economia Cognitiva, dall’altra parte studia come avviene il condizionamento sul compratore e sull’ambiente sociale.

E voi? Tendete ad essere razionali durante i vostri acquisti o vi lasciate guidare dall’istinto?
Sarebbe interessante imparare ad usare strategie per contrastare un consumo smodato o viceversa contrastare l’incertezza di un eventuale acquisto.

                                                                                         Dott.ssa Rosita Romano, laureata in psicologia 


mercoledì 14 febbraio 2024

AGENDA 2030 - 17 BUONE RAGIONI - PER FARE ANCHE PSICOLOGIA

“17 buone ragioni - Idee per vivere l’Agenda 2030" è un podcast informativo ed esperienziale che esplora gli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Progetto partito da CSV (Centro Servizi Volontariato) Lombardia Sud ed ETS in cui vengono trattate le storie di diverse realtà di volontariato presso Cremona, Lodi, Mantova e Pavia, territori nei quali opera CSV Lombardia Sud. Si parla di iniziative di trasformazione territoriale per un futuro sostenibile e del ruolo dello psicologo, con la sua capacità di adattarsi ed intervenire in ogni contesto.

QUALI SONO GLI ARGOMENTI TRATTATI? Gli argomenti considerati riguardano solidarietà individuale, salute, benessere, educazione, parità di genere ed inclusione, educazione alla pace e diritti umani, cambiamento climatico e sostenibilità. Progetti che sono una testimonianza che il VOLONTARIATO E’ UNA COSA SERIA!

Qui il link di riferimento per ascoltare su Spotify il podcast agenda 2030


Parlandovi di questo ventaglio di argomenti spero di riuscire a farvi capire l’importanza del ruolo dello psicologo e come esso possa inserirsi in un’ampia gamma di tematiche e progetti che sembrerebbero molto distanti dalla nostra categoria ma che dimostrano invece l’importanza di gestire l’uomo e l’ambiente.
COSA SIGNIFICA PROMUOVERE L’UOMO E L’AMBIENTE? Quale collegamento c'è tra questi argomenti, la figura professionale dello psicologo e l'antropologia culturale?

ANTROPOLOGIA CULTURALE significa in modo molto semplice “Filosofia con esseri umani dentro". Argomento che spesso viene ignorato, ma che in realtà è il grande punto di partenza per ricevere risposte ai nostri quesiti esistenziali. Nulla se non si è definito nella nostra mente si può insegnare. Disciplina nata per garantire punti di osservazione diversi in diverse parti del mondo, dove l’esperienza maturata, abbinata alla competenza sulle materie studiate, da la possibilità di creare rete nel promuovere modi di pensare differenti, ponendosi interrogativi sugli esseri umani: Come vivono? Cosa pensano? Tutto questo ci addestra al rispetto verso la diversità e alla prevenzione di problematiche sociali.

Non siete curiosi di scoprire se è veramente importante lo psicologo nei vari contesti? Secondo voi l’osservazione in ambienti diversi non darebbe la possibilità di capire meglio come fidarsi della nostra professione? Sarebbe utile dare la possibilità di creare reti nelle quali è presente una figura di riferimento, esperta nel garantire ascolto?
Bene, nei post a seguire cercherò di spiegarvi la figura dello psicologo nei vari ambiti.
Sarei curiosa di scoprire cosa ne pensate, se vi fa piacere lasciate un commento, magari potrebbero uscire anche nuove idee per rendere maggiormente interattiva l’associazione Creativamente!

Dott.ssa Rosita Romano, laureata in psicologia