venerdì 29 ottobre 2021

[MOTIVIAMOCI pillole strategiche] DA DOVE ARRIVANO LE INFORMAZIONI PER STUDIARE?


La necessità di formare a distanza dettata dalla pandemia che ci ha colpiti durante gli ultimi 2 anni scolastici, ha fatto scoprire a studenti e docenti nuove modalità di trasmettere il sapere. Inoltre docenti di ogni ordine scolastico hanno usato sussidi diversi dal “solito” libro di testo per spiegare e/o valutare gli studenti.
Anche gli studenti, dal canto loro, hanno utilizzato tutti i mezzi a loro disposizione (a casa) per ricavare le informazioni utili ad ottenere una valutazione positiva.
Usare tutti i sussidi a propria disposizione in modo proficuo ed elaborando in modo attivo il materiale, aiuta lo studente ad avere un buon successo scolastico.

Cosa intendiamo per sussidi?
I libri di testo adottati oggi dalle scuole sono miniere di informazioni racchiuse nel testo, sintetizzate nelle mappe di fine capitolo, arricchite da immagini, didascalie, cartine... Lo studente spesso tende ad ignorare ciò che non è testo scritto non sapendo che tutto ciò che arricchisce il testo non è abbellimento ma sussidio utile all’apprendimento. Una cartina colorata che spiega la divisione di un territorio tra diverse popolazioni o il loro spostamento nel tempo, è un utilissimo modo di memorizzare visivamente un paragrafo di storia.

I sussidi vanno utilizzati così come sono?
Qui entra in gioco il concetto di “elaborazione” e di utilizzo dei sussidi nel modo più utile. Per comprendere cosa mi sia più utile devo sapere quale sia il mio modo di apprendere oppure posso provare ad utilizzare tutti i sussidi a mia disposizione e scoprire quali mi aiutano a comprendere un concetto e a memorizzarlo meglio.
E’ importante non solo imparare a usare i sussidi di base ma anche riconoscere come usarli e capire quando essi sono veramente utili (ad esempio, incontrando una parola nuova è inutile utilizzare il vocabolario inutile se il suo significato si può estrapolare dal contesto in cui è inserita).
Se invece, ti aiutano le immagini del libro fotocopiale e incollale sulla tua mappa riassuntiva! Se lo schema a fine capitolo è un buon punto di partenza per ripetere ad alta voce non perdendo nessun concetto importante usalo! In fin dei conti, i libri di testo costano così tanto…sfruttiamo tutto ciò che ci offrono al loro interno!

Familiarizzare con l’uso dei sussidi e imparare ad utilizzarli indubbiamente può portare vantaggi riscontrabili anche nella vita extrascolastica, ad esempio saper leggere e quindi trovare velocemente le informazioni necessarie guardando la mappa della metropolitana o saper orientarsi guardando una cartina geografica quando lo smartphone è scarico e Google maps inutilizzabile.

Per approfondire questa tematica ti consigliamo i testi presenti nella nostra Psicobiblioteca:
- C. Cornoldi, R. De Beni “Imparare a studiare 2. Strategie, stili cognitivi, metacognizione e atteggiamenti nello studio”
- Piaget, Jean "Psicologia dell'intelligenza" (traduzione di Dino Di Giorgi, presentazione di Alberto Marzi. - 5. ed.)
- Moro, Walter "Guida alla lettura delle immagini: per insegnanti della scuola elementare"
- Pontalti Beatrice "Laboratorio mappe: attività didattiche con schemi, mappe mentali e concettuali"


venerdì 22 ottobre 2021

[MOTIVIAMOCI pillole strategiche] ELABORAZIONE ATTIVA DEL MATERIALE DI STUDIO

Innanzitutto cosa vuol dire elaborazione? Significa raccogliere, analizzare e trasformare le informazioni che riceviamo per poterle utilizzare. In particolare in psicologia vengono individuate tre fasi principali dei processi di elaborazione mnestica:
- fase di codifica: si riferisce al modo in cui l’informazione viene inserita in un contesto di informazioni precedenti. Tale nuova informazione viene trasformata in un codice che la memoria riconosce.
- fase di ritenzione: il ricordo viene consolidato e stabilizzato in una condizione stabile e a lungo termine.
- fase di recupero: consiste nel recuperare l’informazione dalla memoria affinchè possa essere utilizzata.
L’intero processo di elaborazione mnestica nelle sue diverse fasi può essere influenzato da diversi fattori attentivi e motivazionali, dalla profondità di elaborazione dello stimolo, dalla rilevanza emotiva dello stimolo stesso, nonché dall’umore e dallo stato emotivo del soggetto.

Come si può facilitare tutti questi processi? Usando delle strategie attive!
Avere un atteggiamento attivo aiuta perchè ci consente di diventare padroni del nostro apprendimento dirigendolo nella direzione a noi più utile e meno faticosa.
L’elaborazione e lo studio attivo iniziano già in classe prestando attenzione alla lezione, interagendo, facendo domande all’insegnante se non si ha capito qualcosa o si hanno delle curiosità.
Si, lo sappiamo che certe lezioni sono davvero noiose, in questi casi provate a cambiare punto di vista e a cercarne comunque i vantaggi: seguire attentamente la lezione in classe significa meno lavoro a casa e più tempo per fare quello che vi piace...non è una motivazione convincente?
Per aumentare la concentrazione in classe ed evitare di distrarti, sintonizzandoti sulla lezione puoi semplicemente iniziare dal prendere appunti.

Scrivere durante la lezione non solo serve a capire quali sono i punti che più interessano al professore, cioè quelli che potrebbero essere chiesti all’interrogazione o inserirà come domanda nel compito in classe, ma consente anche di iniziare a memorizzare i concetti di base. Insomma, stare attento in classe e appuntare ciò che il docente spiega serve a farti risparmiare tantissimo tempo a casa, circa il 50%, e soprattutto a migliorare la qualità del tuo apprendimento. 

Prendere appunti però non significa scrivere tutto ciò che il professore dice: annota solo i concetti chiave (di solito sono quelli che il prof ripete più spesso); rielabora da subito i concetti con parole tue (tranne nel caso di quelle definizioni che devono essere prese in modo preciso); usa abbreviazioni, simboli, elimina parole inutili, non preoccuparti di scrivere in bella grafia.

Anche durante l'interrogazione dei compagni è molto vantaggioso ascoltare ed essere attivi invece di usare di nascosto il cellulare. Scrivi un elenco delle domande che l’insegnante pone (con grandissima probabilità, nel corso dei giorni potrai osservare come queste si ripeteranno) ti sarà poi molto utile come guida per lo studio a casa e ti permetterà di ridurre ancora di più il tempo passato sui libri perchè avrai sentito tante volte le risposte e sarai già quasi pronto per il tuo turno di interrogazione.

E una volta a casa?
La strategia più efficace è di riguardare il pomeriggio stesso gli appunti presi in classe, integrando le informazioni presenti sul libro di testo e trascriverli usando penne e pennarelli colorati per evidenziare i concetti più importanti e stimolare così anche la memoria visiva.
Altro metodo per lo studio attivo è costruire delle mappe che ti aiuteranno nella comprensione e a supportare la memorizzazione e/o il recupero delle informazioni.

venerdì 15 ottobre 2021

[MOTIVIAMOCI pillole strategiche] HAI MAI SENTITO PARLARE DI METACOGNIZIONE?

Per metacognizione si intende la consapevolezza del soggetto rispetto ai propri processi cognitivi e il controllo esercitato su questi. In altre parole vuol dire permettersi di adottare il metodo di studio più appropriato al proprio modo di apprendere. 
Sembra un parolone difficile, in realtà nasconde una pratica importante per ciascuno studente (e non solo).
Cosa significa davvero “metacognizione”? Perché è così fondamentale per lo studio e l’apprendimento?
La metacognizione è il pensiero sul pensiero, il ragionamento del ragionamento, in pratica è quella riflessione che si fa, o che si dovrebbe fare, sul funzionamento stesso della mente e sui processi che essa mette in atto. Ha a che fare con la consapevolezza, con il controllo, con la scelta.


Nel campo dell’apprendimento, la metacognizione si concretizza in mille modi diversi e svolge un ruolo cruciale.
Applicare la metacognizione è la differenza che passa tra uno studente passivo e inconsapevole, che studia così come gli viene, non si pone grandi domande e si ritrova spesso ad avere risultati mediocri, e uno studente attivo, consapevole, che mette in atto strategie definite sulle quali ha totale padronanza. Capace di capire la natura del compito, dei processi in esso implicati e riconoscere le relazioni di un compito nuovo con uno vecchio per il quale la strategia era stata appresa e applicata con successo. Senza questa visione generale del funzionamento della nostra mente difficilmente i due compiti sarebbero riconosciuti come simili e la strategia recuperata.

Metacognizione significa sapere che esistono strategie più appropriate per affrontare certi compiti e conseguentemente mettere in atto tutti quei processi metacognitivi di controllo, come valutare la difficoltà o l’importanza di un compito, porsi obiettivi, decidere le strategie da usare, valutare i risultati e trarne le conseguenze.
Insomma, c’è una bella differenza tra chi studia come ha sempre studiato, come gli viene o come gli è stato spiegato ma senza rifletterci su e chi ha una chiara visione d’insieme e poi applica volontariamente un metodo di studio, una strategia e delle tattiche. Spesso questa differenza si vede anche nelle valutazioni e nella “fatica” impiegata per studiare e prepararsi a verifiche ed interrogazioni. Grazie alla capacità metacognitiva, ad esempio, si può provare ad anticipare le domande del compito in classe e il livello di prestazione richiesto fino a prevedere il risultato ottenuto
È per questo motivo che è INDISPENSABILE riflettere sul proprio modo di pensare e i processi messi in atto in ambito cognitivo quando si studia. Questa riflessione sicuramente porterà a buoni risultati.

Per approfondire questa tematica ti consigliamo i testi presenti nella nostra Psicobiblioteca:
- C. Cornoldi, R. De Beni “Imparare a studiare 2. Strategie, stili cognitivi, metacognizione e atteggiamenti nello studio”.
- F. Pazzaglia et all. "Empowerment cognitivo e prevenzione dell'insuccesso"



mercoledì 13 ottobre 2021

DOPOSCUOLA MAPPATURA - Vigevano e dintorni - agg. OTTOBRE 2021

COME DICI? 
TUO FIGLIO NON STA ANDANDO BENE A SCUOLA? 
NON SA STUDIARE?
SEI IN CERCA DI UN DOPOSCUOLA?
SEI UNO STUDENTE E VORRESTI MIGLIORARE A SCUOLA? 
ABBIAMO LA SOLUZIONE PRONTA PER TE…


SCARICA AL LINK la III ed ottobre 2021
(I ed febbraio - II ed giugno 2021)

La terza edizione è stata TRADOTTA IN:
Nell’ambito del progetto “Una regia extrascuola: un ponte sul mondo” si è pensato di dare risposta ad un bisogno comune a molte famiglie, ovvero trovare qualcuno che aiuti il proprio figlio nello studio. La prassi è il classico giro di telefonate o messaggi tra i propri conoscenti per chiedere consiglio, per avere un contatto tramite il passaparola. 
Bisogno sentito anche dai docenti quando si trovano a dover dare una risposta ad un genitore durante un colloquio, o direttamente ad un loro alunno, nel momento in cui gli viene chiesto di suggerire un servizio dove poter andare nel pomeriggio per essere aiutati a studiare.
Abbiamo lavorato per risparmiarvi questo passaggio, mettendovi direttamente a disposizione un archivio di contatti (di servizi sia pubblici che privati) che forniscono supporto extrascolastico allo studio, per orientarvi con facilità tra le opportunità del territorio di Vigevano e dintorni, in caso di difficoltà scolastiche o per incrementare le competenze.
Nella mappatura trovate solo servizi in cui operano professionisti esperti e dunque capaci di intervenire nel modo più adeguato ad ogni specifica situazione.

La mappatura è stata realizzata grazie alla collaborazione del Coordinamento del Volontariato di Vigevano con alcuni studenti volontari del Biennio del Liceo Ginnasio “B. Cairoli” – Indirizzo Scienze Umane. I volontari, supportati da operatori esperti, hanno pensato e costruito una survey online per raccogliere le principali informazioni sui servizi di interesse, erogati dalle organizzazioni, pubbliche e private, disponibili sul territorio. I risultati sono poi stati raccolti e sistematizzati. 
La Mappatura resterà a disposizione del territorio e sarà costantemente aggiornata.

Richiedi la mappatura dei servizi di supporto extrascolastico allo studio, presenti sul territorio (Vigevano e dintorni) 
alla mail creativamente.pv.azioni@gmail.com
oppure
Leggi...
scegli il servizio più adatto a te...
e...
inizia il tuo percorso di miglioramento scolastico!

venerdì 8 ottobre 2021

[MOTIVIAMOCI pillole strategiche] DI CHI E’ IL MERITO O LA COLPA?

Un diverso aspetto della motivazione allo studio è legato alle attribuzioni causali cioè quelle spiegazioni che ti dai quando ottieni buoni o cattivi risultati in un'interrogazione, un compito in classe, nello sport che pratichi…
La teoria di Weiner sottolinea come le attribuzioni casuali influenzino profondamente i comportamenti futuri. Le persone in genere attribuiscono i loro successi e fallimenti a diverse cause: alcune sono più funzionali di altre per imparare. 

Quando realizziamo dei successi siamo contenti e soddisfatti di noi stessi, ma anche i fallimenti possono essere momenti importanti di apprendimento. È importante chiedersi perché le cose siano andate proprio così, individuare le cause che tu ritieni abbiano influito maggiormente sul tuo successo o insuccesso, interrogandoti su come hai preparato la prova di verifica ma anche cercando informazioni dagli insegnanti.
Un insegnante che afferma: “Bravo! Si vede che hai studiato in modo approfondito!” piuttosto che: “Questo compito era facile e sei riuscito a prendere la sufficienza, la prossima volta studia di più”, incide sull’attribuzione casuale dell’alunno: nel primo caso il successo è dovuto all’impegno (dimensione interna) mentre nel secondo alla semplicità del compito (dimensione esterna).
Di conseguenza le attribuzioni incideranno sull’apprendimento scolastico perché influenzano le aspettative di riuscita, la persistenza di fronte alla complessità della situazione affrontata, la scelta del livello di difficoltà del compito, le emozioni, la motivazione, le prestazioni cognitive e il senso di autoefficacia.


Gli studenti che attribuiscono principalmente all’impegno i loro successi o insuccessi insistono maggiormente nei compiti più difficili, maturano la convinzione di saper individuare in modo autonomo gli obiettivi, gli strumenti per raggiungerli, assegnano un maggior ruolo al controllo delle decisioni personali che non agli eventi esterni.
Al contrario, chi è abituato a non riuscire crede di non farcela in situazioni simili a quella in cui ha fallito. Questa idea, secondo la quale non è possibile fare niente per riuscire bene, porta il soggetto ad abbandonare subito il compito, senza persistere o provare strategie alternative di risoluzione e a formulare attribuzioni di questo tipo: sono sfortunato, il compito era troppo difficile, c’era troppo poco tempo, sono poco intelligente, non ho nessuno che mi aiuti, è colpa dell’insegnante che non mi capisce.

Sarebbe auspicabile far comprendere agli alunni che i loro risultati siano raggiungibili essendo determinati e tenaci, premiandone l’impegno. 
Per concludere ricordiamo che l’impegno è specifico per ogni situazione e quindi altro fattore determinante è imparare ad essere strategici.

domenica 3 ottobre 2021

[MOTIVIAMOCI pillole strategiche] LA MOTIVAZIONE: UN MATTONE FONDAMENTALE PER LA COSTRUZIONE DELL’APPRENDIMENTO

La motivazione è la forza che ci spinge a fare. Essere motivati a svolgere un’attività vuol dire avere la giusta spinta a concluderla in modo soddisfacente, dunque avere o creare una motivazione per ogni nostro impegno è un segreto per riuscire meglio e dimostra maturità.

Essere motivati nello studio favorisce l'apprendimento, migliora le competenze personali e scolastiche, aumenta l'autostima e la soddisfazione e permette lo sviluppo di altri ingredienti fondamentali come il desiderio di apprendere, la ricerca di nuove informazioni, la curiosità, la ricerca di nuove strategie e una maggiore forza di volontà.
Inoltre, essere motivati aiuta a superare le difficoltà, non abbattendosi davanti agli insuccessi ma cercando soluzioni nuove, arricchenti e quindi nuove strategie per favorire l’apprendimento.
Al contrario, studenti che incassano molti insuccessi e fallimenti dovuti al basso impegno scolastico di certo non saranno motivati a studiare, e vedranno ciò come un obbligo e talvolta qualcosa di inutile. Questo ovviamente si ripercuote su immagine di sé, autostima e comportamento.

Esistono due tipi di motivazione:
La motivazione intrinseca è una spinta a mettere in atto azioni volte a gratificare se stessi, per mettersi in gioco, sentirsi competenti, si agisce per sfida con se stessi, curiosità, interesse, desiderio ed espressione del sé.
La motivazione estrinseca è mossa da gratificazioni e ricompense esterne. Si attua un comportamento per ottenere qualcosa, mostrarsi ad altri o evitare punizioni o rimproveri.
La prima ha maggiori effetti positivi poiché coinvolge maggiormente l’individuo. 
Uno studente che studia per il piacere di apprendere, per interesse, per la consapevolezza dell’importanza dell’apprendimento e dell’aumento delle competenze personali, sarà maggiormente coinvolto ed efficiente di un altro che studia e fa i compiti per ottenere buoni voti, far contenti docenti e non deludere le aspettative dei genitori.
Quindi un ottimo modo per iniziare a lavorare sulla motivazione allo studio è partire dalle caratteristiche del ragazzo, dai suoi interessi e sue abilità, sfruttandole al meglio per offrire esperienze di successo motivanti.
Ma sappiamo bene che a scuola ci sono materie più ostiche di altre o altre che proprio non sopportiamo, quando il compito o la materia non è abbastanza attraente può diventarci meno ostile se riusciamo a vedere alcuni suoi benefici anche a lunga scadenza, in questi casi è possibile creare volontariamente una motivazione cercando una possibile utilità dell’attività richiesta.

Altra strategia importante è porsi degli obiettivi di studio che aiutino a focalizzarsi nella giusta direzione e a convogliare le energie verso una meta chiara e concreta.
Evita di porti obiettivi esagerati e difficili da raggiungere perché questo può portare a sentirsi molto frustrati se non si riesce a portare a termine il proprio obiettivo. E’ meglio organizzare lo studio in tappe, in micro obiettivi, come quando si gioca con i Lego, tanti piccoli mattoncini messi insieme formano un muro solido. Ad esempio, scegli un numero di pagine che pensi di essere facilmente in grado di studiare in quella mattina o pomeriggio. Eventualmente se poi ti rimane tempo puoi decidere di buttarti avanti un pochino per il giorno dopo.
Studiando in questo modo proverai più soddisfazione perché sentirai di aver portato a termine quanto prefissato e pian piano aumenterai la fiducia nella tua capacità di rispettare i tuoi obiettivi.
Avere obiettivi precisi migliora la motivazione, l’organizzazione e ti fa giungere più velocemente al traguardo.

venerdì 1 ottobre 2021

ULTIMI GIORNI PER ISCRIVERSI AL CORSO S.O.S SCUOLA

Come fare per cercare di aumentare la motivazione allo studio quando vi sono i segni di un cedimento, o addirittura cercare di farla ritrovare quando se ne è andata?

Già lo psicologo russo Lev S. Vygotskij introdusse il seguente concetto: il comportamento umano non può essere compreso se non si tiene conto del contesto in cui esso si sviluppa. Non nasciamo membri della società, piuttosto siamo predisposti alla socialità e impariamo ad essere membri della società. Ognuno di noi nasce in una struttura sociale entro la quale incontra persone che si prendono cura di lui, persone che risultano oggettivamente importanti in quanto sono esse che gli definiscono le coordinate, le risorse e i limiti entro i quali conoscere e costruire i significati del proprio mondo. Assumere un’identità significa essere collocati ed avere un posto specifico nel mondo in cui quell’identità trova senso.

Quindi, i genitori, la scuola e ogni contesto di vita assume un ruolo importante per il ragazzo, per aiutarlo a sostenere la sua motivazione allo studio e a diventare una persona che adotta strategie efficaci nel mondo. Molte volte le cose non vanno così bene e la motivazione allo studio inizia a scricchiolare. Può così instaurarsi un processo negativo che porta ad un progressivo peggioramento dei risultati scolastici fino a condurre ad una sorta di disinteresse per la scuola stessa.

SEI UN GENITORE, UN INSEGNANTE, UN EDUCATORE 
o semplicemente ti incuriosisce l’argomento? 
Fino a domani sei ancora in tempo ad iscriverti al corso SOS SCUOLA. 
Percorso per genitori ed educatori per sostenere gli studenti allo studio.

Nelle precedenti edizioni del corso, i partecipanti, si sono confrontati su varie tematiche legate all'apprendimento e alla motivazione allo studio. Sono stati analizzati i meccanismi, soprattutto di tipo psicologico, che possono portare gli studenti a "disinteressarsi" alla scuola, preoccupando e mettendo in crisi genitori e insegnanti. Sono state inoltre discusse strategie per un'efficace organizzazione dei tempi e degli spazi, sia a scuola che a casa, per lo svolgimento dei compiti.