giovedì 30 aprile 2026

UNO SGUARDO PSICOLOGICO ALLE GIORNATE MONDIALI DI APRILE parte 2/2

Oggi, 30 aprile, si celebra la Giornata Mondiale del Jazz, istituita dalla Conferenza Generale dell’UNESCO nel 2011.

Benessere a ritmo di… Jazz!
La musica jazz esercita un’influenza psicologica profonda perché combina complessità, improvvisazione e ritmo in un modo che coinvolge il cervello su più livelli. Le ricerche mostrano che il jazz può ridurre lo stress, stimolare la creatività e attivare reti cerebrali legate alla spontaneità e alla regolazione emotiva. Alcuni studi evidenziano che il jazz a tempo lento può attivare il sistema parasimpatico, favorendo rilassamento e riduzione dello stress, mentre l’improvvisazione jazzistica è associata a una diminuzione del controllo esecutivo e a un aumento dei processi creativi spontanei, un fenomeno noto come ipofrontalità.

Il jazz come esperienza emotiva e corporea
Il jazz non è solo musica: è un linguaggio emotivo. La sua struttura fatta di tensione e rilascio, swing e sincopi, crea un dialogo continuo tra musicista e ascoltatore. Questo dialogo attiva:

risposte corporee involontarie, come il movimento ritmico o il “foot tapping”, legate al modo in cui il cervello sincronizza ritmo e movimento
reazioni emotive intense, come brividi o senso di elevazione, grazie all’attivazione dei circuiti dopaminergici
un senso di libertà, perché l’improvvisazione rompe schemi prevedibili e stimola la percezione di novità
La scienza del “groove” mostra che lo swing jazz può coinvolgere il sistema nervoso in modo diretto, creando un piacere immediato e quasi istintivo.

Cosa accade nel cervello quando ascoltiamo jazz
Il jazz attiva reti cerebrali complesse, spesso più ampie rispetto ad altri generi musicali:

Attivazione diffusa del cervello, inclusi aree legate a memoria, attenzione, immaginazione e movimento
Riduzione del controllo esecutivo durante l’improvvisazione, che permette una creatività più fluida e spontanea
Coinvolgimento del sistema limbico, responsabile delle emozioni
Stimolazione del sistema dopaminergico, associato a piacere, motivazione e regolazione dell’umore
Questi effetti sono stati osservati sia negli ascoltatori sia nei musicisti, con benefici cognitivi e affettivi che si estendono oltre il momento dell’ascolto.

Jazz, identità e psicologia culturale
Il jazz nasce come forma di espressione e protesta culturale, un linguaggio di libertà e identità. La psicologia culturale evidenzia che:

● la musica jazz può rafforzare il senso di appartenenza
● favorisce l’espressione emotiva autentica
● sostiene la costruzione dell’identità, soprattutto nei giovani e negli artisti
Storicamente, il jazz ha rappresentato una rottura con le regole rigide della musica classica, diventando un simbolo di creatività e autodeterminazione.

Effetti terapeutici e regolazione emotiva
Il jazz può essere utilizzato anche in chiave di benessere psicologico:

● riduzione dello stress grazie ai tempi lenti e alle armonie morbide
miglioramento della concentrazione, soprattutto nei soggetti neurodivergenti, come mostrato da testimonianze sull’uso del jazz per gestire l’ADHD
stimolazione cognitiva, utile per memoria, attenzione e flessibilità mentale
supporto alla regolazione emotiva, grazie alla sua capacità di rispecchiare e trasformare stati interni complessi
Il jazz, con la sua imprevedibilità controllata, aiuta a tollerare l’incertezza e a sviluppare una maggiore elasticità emotiva.

Perché il jazz “fa bene” alla mente
È una musica che invita a stare nel presente, ad ascoltare davvero, a lasciarsi sorprendere. Per questo può diventare un potente strumento di benessere psicologico.


Dott.ssa Chiara Pascone - Psicologa e volontaria Centro Studi Creativamente APS
Dott. Nicolò Caputo - Psicologo, Performance coach e volontario Centro Studi Creativamente APS 










martedì 28 aprile 2026

UNO SGUARDO PSICOLOGICO ALLE GIORNATE MONDIALI DI APRILE parte 1/2

Il 28 aprile si celebra la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, istituita dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) nel 2003. Cogliamo questa occasione per riflettere su quanto l’ambiente lavorativo sia strettamente connesso con il nostro benessere, fisico e psicologico.

Quanto ci influenza l’ambiente lavorativo?
L’ambiente di lavoro influenza profondamente la vita psicologica delle persone: non solo determina come ci si sente durante la giornata, ma modella motivazione, salute mentale, relazioni e persino la qualità della vita fuori dall’ufficio. Le evidenze mostrano che un contesto lavorativo sano sostiene il benessere, mentre ambienti poveri di sicurezza psicologica, sovraccarichi o disorganizzati aumentano stress, ansia e rischio di burnout.

Come l’ambiente di lavoro plasma il benessere psicologico
Il luogo di lavoro non è solo uno spazio fisico: è un ecosistema fatto di relazioni, regole implicite, ritmi, valori e micro-esperienze quotidiane. Questo ecosistema agisce su tre piani:

Fisico - luce, rumore, temperatura, ergonomia e layout influenzano concentrazione, energia e stress. Un ambiente caotico o scomodo riduce performance e aumenta irritabilità.
Organizzativo - carichi di lavoro, chiarezza dei ruoli, autonomia decisionale e stabilità contrattuale incidono sulla percezione di sicurezza e controllo.
Relazionale - qualità della leadership, clima di fiducia, collaborazione e riconoscimento sono tra i fattori più predittivi di benessere e motivazione.

Quando questi tre livelli funzionano in armonia, le persone sperimentano maggiore soddisfazione, creatività e senso di appartenenza. Quando invece sono disfunzionali, emergono stress cronico, conflitti e calo di produttività.

Cosa ci dice la psicologia del lavoro
La psicologia del lavoro evidenzia che:
Un buon ambiente protegge la salute mentale: un contesto equo, inclusivo e ben strutturato riduce il rischio di ansia e depressione.
La qualità dell’ambiente predice la performance: non basta lo stipendio; condizioni fisiche e psicologiche adeguate aumentano motivazione e impegno.
La leadership ha un ruolo chiave: stili di guida empatici e partecipativi migliorano clima e resilienza del gruppo.
Il lavoro occupa un terzo della vita: per questo il suo impatto si estende alla sfera personale, influenzando sonno, relazioni e gestione delle emozioni.

Quando l’ambiente diventa tossico
Un ambiente lavorativo problematico può manifestarsi attraverso:
● sovraccarico costante e mancanza di pause
● scarsa comunicazione o ambiguità nei ruoli
● micro-aggressioni, favoritismi o discriminazioni
● leadership autoritaria o assente
● cultura della reperibilità continua

Questi fattori aumentano il rischio di burnout, assenteismo, conflitti e abbandono del posto di lavoro. Le organizzazioni ne risentono in termini di produttività e costi: ogni anno si perdono miliardi di giornate lavorative a causa di ansia e depressione.

Come costruire un ambiente che sostiene le persone

Le ricerche suggeriscono alcune leve fondamentali:
Spazi fisici curati: luce naturale, aree silenziose, ergonomia e ordine migliorano concentrazione e benessere.
Autonomia e chiarezza: sapere cosa ci si aspetta e poter decidere come svolgere il proprio lavoro aumenta senso di competenza.
Cultura del riconoscimento: feedback costruttivi e apprezzamento autentico rafforzano motivazione e fiducia.
Leadership consapevole: ascolto, trasparenza e coerenza creano sicurezza psicologica.
Equilibrio vita-lavoro: orari sostenibili, flessibilità e rispetto dei confini riducono stress e turnover.

Un ambiente sano non è un “benefit”, ma un fattore strutturale che permette alle persone di funzionare bene e alle organizzazioni di prosperare.

Una prospettiva più ampia
L’ambiente di lavoro è uno dei principali contesti di socializzazione dell’adulto. Influenza identità, autostima, senso di efficacia e qualità delle relazioni. Investire in un clima sano significa investire nella salute collettiva: quando le persone stanno bene, lavorano meglio, collaborano di più e portano questa qualità anche nella loro vita privata.


Dott.ssa Chiara Pascone - Psicologa e volontaria Centro Studi Creativamente APS
Dott. Nicolò Caputo - Psicologo, Performance coach e volontario Centro Studi Creativamente APS 






sabato 25 aprile 2026

OLTRE L'ASSEGNO: BORSE DI STUDIO TRA STORIA E INNOVAZIONE FORMATIVA

Nel panorama educativo contemporaneo, la Borsa di Studio #impararedivertendosi del Centro Studi Creativamente APS - ETS rappresenta uno strumento sempre più rilevante non solo in termini di sostegno economico, ma anche come leva capace di incidere sui percorsi di crescita individuale e collettiva. Tradizionalmente le borse di studio sono associatate all’idea di aiuto finanziario destinato a studenti meritevoli o in condizioni di bisogno, #impararediverdentosi ha invece un ruolo più complesso, configurandosi come un vero e proprio dispositivo educativo.

Per comprendere la misura di borsa di studio moderna, dobbiamo guardare alle sue radici. 
Storicamente, il finanziamento agli studi nasce sotto forma di mecenatismo e filantropia. Nel Medioevo e nel Rinascimento, le prime forme di supporto erano atti di liberalità dei sovrani o della Chiesa: il "donatore" sceglieva il giovane promettente per garantirsi la lealtà di futuri funzionari o chierici. In questa fase, la borsa è un privilegio concesso.
Con l'avvento dello Stato moderno e, in particolare, con le Costituzioni del XX secolo, avviene il salto metodologico: la borsa di studio diventa un investimento collettivo. L'accento si sposta dal donatore al beneficiario e al suo potenziale contributo alla comunità. La borsa smette di essere un regalo e diventa uno strumento per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, come sancito dalla nostra Costituzione.

Possiamo distinguere diverse tipologie di borse di studio, che riflettono modelli educativi e visioni differenti:
  • borse discrezionali o erogative, basate su una logica prevalentemente assistenziale o premiale, rispondono a un’esigenza di sostegno generico
  • borse di merito. Esse si fondano su criteri oggettivi e misurabili, quali risultati scolastici, performance accademiche o altri indicatori di eccellenza. Questo modello valorizza l’impegno, ma rischia di ridurre la complessità dei percorsi educativi a una dimensione prevalentemente prestazionale
  • borse di studio di tipo formativo o educativo, si stanno affermando con crescente rilevanza. 
Un esempio concreto dell'ultima tipologia è la Borsa di studio #impararedivertendosi, che il Centro Studi Creativamente APS -ETS, ormai da 3 anni, eroga a studenti e studentesse degli istituti del territorio, che dimostrano voglia di mettersi in gioco e sperimentarsi in un contesto reale. 
In questo caso, non ci si limita a un’erogazione economica né a un semplice riconoscimento del merito, ma si inserisce all’interno di un percorso strutturato che prevede attività, accompagnamento e momenti di apprendimento. La dimensione economica diventa così uno degli elementi di un progetto più ampio, orientato allo sviluppo integrale della persona, che mira a incidere in profondità sui percorsi di crescita, ponendo al centro l’esperienza e l’apprendimento. Le borse formative si caratterizzano infatti per l’attenzione al processo, per la valorizzazione della partecipazione attiva, per l’integrazione di esperienze quali laboratori, tutoraggio e pratiche collaborative, che stimolano la riflessione critica. In questo senso, esse risultano particolarmente efficaci nel promuovere competenze trasversali, senso di responsabilità e appartenenza a una comunità.
In una prospettiva metodologica, la borsa di studio può dunque essere interpretata come un elemento strategico all’interno delle politiche educative e dei progetti formativi, un vero e proprio motore capace di attivare processi di crescita e trasformazione. In particolare, le esperienze che integrano dimensione economica e progettazione educativa appaiono tra le più promettenti, in quanto capaci di coniugare equità, valorizzazione delle potenzialità individuali e costruzione di comunità.

PER DARE CONTINUITA' AL PROGETTO BORSE DI STUDIO #impararedivertendosi ABBIAMO BISOGNO DEL TUO AIUTO

dona il tuo 5x1000 al Centro Studi Creativamente – ETS
Inserisci il codice fiscale 02148070184 
nella sezione “Sostegno degli enti del Terzo Settore” della dichiarazione dei redditi

sabato 4 aprile 2026

TIMBRINI HOMEMADE

In attesa della primavera e delle giornate passate all'aria aperta, vi diamo qualche suggerimento per tenere occupati i vostri bambini nei momenti di noia, per evitare che si attacchino allo schermo della tv o ai videogiochi e chissà...magari anche voi adulti potrete divertirvi un po' con loro, si sa che i lavoretti manuali aiutano a liberare la mente e scaricare lo stress.

TIMBRINI HOMEMADE

Occorrente: sedano, fogli, tempere, e fantasia

Semplicemente utilizzate i singoli gambi di sedano come pennelli con una particolare punta a mezzaluna, perfetta per fare tante squame colorate al nostro pesciolino…
Oppure inventate nuovi divertenti animaletti!


Occorrente: sedano, spago, fogli, tempere, pennelli e fantasia 

Prendete alcuni gambi di sedano (almeno 4 o 5) e legateli con un pezzetto di spago per tenerli insieme, intingete nella tempera e stampate…fiori, fiori grandi, fiori piccoli, in base alla fantasia e al numero di gambi che si legano insieme.
Potrete poi completare i fiori aggiungendo dei dettagli, come steli e foglie

Questi lavoretti sono facilmente adattabili anche ai bimbi più piccoli, proponendo loro di sperimentare queste tecniche di pittura in modo libero, come in una sorta di scarabocchio, senza pensare alla composizione di un disegno…si divertiranno comunque un sacco!

Ora cambiamo ortaggio...

Occorrente: patate, coltellino, fogli, tempere, pennelli e aiuto di un adulto per l’intaglio 
Le patate serviranno da stampino, quindi prima di iniziare pensate a come intagliarle, utilizzando un coltellino, per ottenere poi una trama o una greca sul foglio. Fate attenzione perché si tratta di un operazione delicata!
Ottenuto l’intaglio desiderato coloratene la superficie con le tempere e stampate.

Se non vi sentite sicuri nel cimentarvi nell’intaglio limitatevi a tagliare la patata a metà! Potrete decorare lo stampo, una volta asciutta la tempera, direttamente sul foglio utilizzando i pennarelli o incollandoci materiali di riciclo quali cotone, pezzetti di stoffa, giornale, brillantini o quello che più vi piace…verranno benissimo lo stesso!

Potreste utilizzare questa tecnica per realizzare insieme ai bambini, le decorazioni per Pasqua. 
E’ vero, è un po’ presto, ma noi ci portiamo avanti!

E ora…mettetevi all’opera e mostrateci i vostri capolavori!

giovedì 2 aprile 2026

BISCOTTI PASQUALI

Pronti per mettere le mani in pasta? Divertimento da leccarsi i baffi!


INGREDIENTI
150 g di farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
15 g di cacao in polvere
50 g di zucchero di canna
65 g di burro freddo a cubetti
45 g di miele liquido
2-3 cucchiaini d’acqua 


PROCEDIMENTO
Scaldare il forno a 180°C.
Impastate la farina, il lievito in polvere, il cacao, lo zucchero, il burro e il miele e amalgamateli fino a ottenere un impasto sabbioso. 
Aggiungete l’acqua e impastate fino a ottenere una palla omogenea.
Trasferite la pasta sulla spianatoia leggermente infarinata e stendetela con il mattarello a uno spessore di circa 5 mm.    
Ritagliate i biscotti con gli appositi stampini (o appoggiando un modello precedentemente disegnato sulla carta forno sulla pasta dei biscotti e ritagliandoli con la rotella). 
Disponeteli poi sulla teglia ricoperta da carta forno. 
Cuocete nel forno caldo per 25 minuti e lasciateli raffreddare prima di decorarli.

DECORAZIONE
cioccolato bianco tritato, riccioli di cioccolato bicolore, granella di mandorle, granella di nocciole, mirtilli rossi essiccati

Sciogliete il cioccolato bianco a bagnomaria  o nel microonde.
Spennellate il cioccolato fuso su un lato dei biscotti e cospargeteli di frutta secca e riccioli di cioccolato. Se preferite create un motivo decorativo a vostro piacere.
Lasciate raffreddare e indurire il cioccolato prima di servire i biscotti. 

Potete conservarli in un vaso a chiusura ermetica al riparo dalla luce per circa 2 settimane oppure confezionarli in bustine trasparenti e infiocchettarli come più vi piace e trasformarli in un originale idea regalo per Pasqua.


mercoledì 1 aprile 2026

UN LABIRINTO PER IMPARARE DIVERTENDOSI

In un solo gioco, una palestra che allena l’ingegno (costruire il gioco), la capacità di creare delle sequenze logiche, le abilità motorie, l’equilibrio e la coordinazione.


COSA SERVE

rotoli di carta igienica o da cucina vuoti

una scatola di cartone bassa e larga 
(ad esempio quella delle scarpe o contenitori che i supermercati scartano)

forbici, colla (tipo vinilica), pennarello

una pallina leggera 
(che è possibile costruire appallottolando della carta d'alluminio)


COME FARE
1. Tagliate i rotoli in pezzi lunghi circa 5 cm

2. Una volta ottenuti 10 pezzi (o anche di più se volete complicare il gioco), posizionateli a caso nella scatola. Fate attenzione a lasciare abbastanza spazio tra l’uno e l’altro, in modo che la pallina possa passare tra i vari pezzi senza incastrarsi

3. Ottenuta la configurazione che vi piace incollate ogni pezzo e lasciate asciugare bene la colla (ci vorrà un’oretta di pazienza!)

4. Con un pennarello scrivete i numeri 1-10 (o in base a quanti pezzi avete messo) in ordine casuale.

5. Iniziate a giocare cercando di far rotolare la pallina nei piccoli tunnel nel corretto ordine

Al posto dei numeri potete scrivere le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi, le parole di uno scioglilingua o di una canzoncina o quello che volete.

PRONTI....VIA...