sabato 12 settembre 2026

Scoprire se stessi donando: il volontariato tra crescita personale, competenze e bellezza condivisa

Nel cuore dell’associazionismo c’è qualcosa che va ben oltre il “dare una mano”. C’è lo spazio per scoprire, allenare e mettere in gioco competenze che fanno la differenza: ascolto, empatia, problem solving, gestione del tempo, comunicazione efficace, collaborazione. Sono quelle che chiamiamo soft skills, e oggi – nel mondo del lavoro – valgono tanto quanto le competenze tecniche.

Fare volontariato significa allenarsi a stare nel mondo con intelligenza emotiva e responsabilità, ma anche imparare a lavorare in squadra, adattarsi ai cambiamenti, risolvere piccoli grandi problemi con creatività e spirito d’iniziativa. È un'esperienza concreta che arricchisce il curriculum… e la vita.

E poi c’è un valore che non si misura, ma si sente: la bellezza dello stare insieme, dell’incontrarsi tra generazioni, della condivisione gratuita, del creare legami autentici. In un’associazione si costruisce comunità, si sperimenta il potere del "noi", e si capisce che il tempo donato ha il potere di trasformare — chi lo riceve, ma anche chi lo offre.

Nel nostro piccolo, qui al Centro Studi Creativamente, tutto questo accade ogni giorno.

E tu, vuoi farne parte?

⏰ DONACI DEL TEMPO – DIVENTA VOLONTARIO! Hai tempo, energia e voglia di fare la differenza? Unisciti a noi! Compila la richiesta di ammissione al [QUESTO LINK]

Che tu sia uno studente, un genitore, un nonno o un artista... c’è spazio per il tuo talento.

Donare il proprio tempo è un atto potente. Ma non è l’unico modo per sostenere un progetto educativo e culturale. Se non puoi essere con noi in presenza, puoi comunque fare la differenza con un contributo economico: ogni donazione ci permette di realizzare laboratori, offrire borse di studio, costruire spazi di crescita per bambini, ragazzi e comunità intere.

Anche così, CREATIVAMENTE... sei anche tu!


🎓 SOSTIENI LE BORSE DI STUDIO A.S. 26/27

Ogni giovane merita un’opportunità. Con le nostre borse di studio vogliamo sostenere studenti impegnati nei percorsi sociali, umanistici e educativi, premiando merito, impegno e passione. Contribuisci a costruire il futuro di studenti meritevoli nel campo psico-socio-educativo e umanistico.

  • 1000 € → 1 borsa di studio con tirocinio formativo per studenti del triennio delle scuole superiori

  • 500 € → 2 borse di studio per studenti del biennio in ambito sociale/umanistico/turismo

  • 250 € → 1 borsa di studio per studente del biennio in ambito sociale/umanistico/turismo

📎 Vai al [LINK] per tutte le info su 

📚 I edizione A.S. 2023/24 📚 II edizione A.S. 2024/25 📚 III* ed 2025/26


🛠️ Prosegue il progetto Lab Ed. Civica “Falegnami in erba”

Un progetto che unisce arte, artigianato e inclusione sociale, pensato per i più piccoli e per chi ha ancora voglia di creare con le mani e con il cuore.

🎯 Obiettivo: Dare vita a un Laboratorio di Falegnameria Artistica per bambin* delle scuole primarie. Un luogo in cui costruire marionette, giocattoli e scenografie, guidati da educatori, artigiani e studenti più grandi. Il laboratorio è Gratuito Inclusivo Creativo e intergenerazionale

💡 Vogliamo trasmettere le arti manuali tradizionali, stimolare la creatività e rafforzare il senso di comunità e responsabilità.📚 intreccia educazione civica, memoria e bellezza.

👉 Aiutaci a costruire questo spazio educativo unico. Ogni donazione è un tassello in più per renderlo possibile! 

💸 Come donare – Donazione con benefici fiscali

Tutte le donazioni effettuate al Centro Studi Creativamente APS sono erogazioni liberali e danno diritto a benefici fiscali.

📌 Dati per il bonifico:

  • Intestazione: CENTRO STUDI CREATIVAMENTE APS

  • IBAN: IT02E0623023000000032102607

  • Causale: Erogazione liberale 


❤️ Unisciti a noi!

Che tu voglia donare tempo, risorse economiche o semplicemente condividere i nostri progetti, ogni gesto conta. Insieme possiamo coltivare creatività, costruire opportunità e dare forma a un’educazione più giusta, bella e partecipata.

CREATIVAMENTE... sei anche tu!

mercoledì 9 settembre 2026

[Storie di noi] IL VOLONTARIATO COME SCELTA DI ESSERCI PER ... di Chiara Pascone

Chi sei e di cosa ti occupi nella vita
Sono Chiara Pascone, psicologa che lavora come operatrice dei servizi al lavoro e insegnante di sostegno. Ogni giorno mi occupo di accompagnare persone e studenti nei loro percorsi di crescita, autonomia e realizzazione, integrando competenze cliniche, educative e orientative.

Da quanto tempo fai parte del Centro Studi Creativamente APS e come hai conosciuto l’associazione
Faccio parte del Centro Studi Creativamente da circa un anno, grazie al volontario e collega Nicolò Caputo che mi ha coinvolta con spirito di squadra e fiducia, integrandomi in un contesto associazionistico e umano che rispecchia profondamente i miei valori.

Che cosa significa per te fare volontariato
Per me il volontariato è un gesto di responsabilità emotiva e sociale: significa esserci, mettere a disposizione competenze e presenza autentiche per generare possibilità, relazioni e cambiamento.

Se dovessi spiegarlo a una persona che non ha mai fatto questa esperienza, cosa diresti?
Direi che il volontariato è un ponte: permette di scoprire quanto puoi incidere nella vita degli altri e, allo stesso tempo, quanto questa esperienza trasforma anche te. È un modo concreto per sentirsi parte attiva della comunità.

Qual è il valore aggiunto del Centro Studi Creativamente per la comunità
Creativamente porta valore attraverso la cura delle relazioni, la formazione, l’inclusione e la promozione di una cultura del benessere. È un luogo dove competenze soft e scientifiche si intrecciano per generare impatto reale sul territorio e occasioni di prevenzione.

Una citazione o un pensiero che rappresenta il tuo modo di vivere il volontariato
“Il volontariato è la scelta di esserci: non perché si deve, 
ma perché si può fare la differenza.”
Chiara Pascone 
Volontario

lunedì 7 settembre 2026

CREATIVAMENTE AL CAMP CRI IIed #impararedivertendosi

giovedì 3 settembre 2026, i volontari del Centro Studi Creativamente hanno partecipato alla II ed del Camp CRI, il campo estivo settembrino del Comitato di Vigevano della Croce Rossa Italiana.

Il Camp CRI è stato programmato con lo scopo di coinvolgere ragazzi dagli 8 ai 12 anni di età in attività finalizzate a implementare la consapevolezza personale del vivere in una comunità e in un ambiente che devono essere rispettati e valorizzati. Per il secondo anno consecutivo, siamo stati partner per l'organizzazione del giovedì dedicato al tema dell'educazione civica e ambientale, promuovendo pratiche #impararedivertendosi. Inoltre, anche quest'anno, è stata l'occasione per collaborare con Fondazione Roncalli - Area Formazione per ripetere le attività ludico didattiche pensate dalle vincitrici della III* BORSA DI STUDIO erogata lo scorso A.s..

Due le attività parallele proposte per fasce di età. I bambini e le bambine della scuola primaria si sono sfidati a squadre con la versione Agenda 2030 ONU del Gioco dell'Oca. Hanno approfondito la conoscenza dei 17 obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu. Al LINK puoi trovare degli approfondimenti. Tante le domande e le riflessione a partire da parole chiave come energia pulita, istruzione di qualità, parità di genere, salute e benessere,... 

Il secondo laboratorio ha coinvolto i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, che divisi in gruppi a turno, si sono cimentati nel gioco di ruolo con le carte "BESTIARUM QUATERNA" e la logica della natura. Ideato e costruito attorno a diverse tematiche ambientali, attraverso le dinamiche della game theory, i partecipanti hanno dovuto prendere decisioni e affrontare i fenomeni naturali e il cambiamento climatico. Dalla zoologia alla biologia, il laboratorio ha dimostrato che la scienza può essere un'avventura entusiasmante se vissuta attraverso il gioco e la cooperazione. 
Ma il vero vincitore è emerso sommando i punteggi individuali con quelli ottenuti nella riflessione in gruppo volta a individuare nuove idee e possibili soluzioni per contribuire al raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030. L’alternanza delle attività ha permesso a tutti i partecipanti di sperimentarsi nel gioco e, allo stesso tempo, di elaborare proposte e riflettere sulle azioni concrete che ciascuno può mettere in campo per prendersi cura dell’ambiente e della comunità. 

I ragazzi e le ragazze hanno partecipato con interesse e coinvolgimento, dimostrando curiosità e capacità di confronto durante le diverse attività. Il Centro Studi Creativamente è stato ancora una volta presente sul campo in una rete di collaborazione con altri enti del territorio, con lo scopo comune di crescere e formare cittadini consapevoli
OBIETTIVO n* 17 AGENDA 2030 
raggiunto in pieno!

giovedì 3 settembre 2026

[Storie di noi] C’E’ VERAMENTE BISOGNO DI UN MOTIVO VALIDO PER FARE DEL BENE? di Nicolò Caputo

Chi sei e di cosa ti occupi nella vita?
Sono Nicolò Caputo: psicologo, insegnante e performance coach. Mi occupo del benessere delle persone con la mia attività clinica e, oltre ad insegnare, collaboro con diverse scuole come psicologo scolastico e delle performance nell'ambito musicale.

Da quanto tempo fai parte del Centro Studi Creativamente APS e come hai conosciuto l'associazione?
Da circa un anno, ormai. Sono entrato in contatto per il tirocinio universitario e, seppur alla fine il tirocinio non l'abbia svolto qui, abbiamo mantenuto vivo il contatto.

Che cosa significa per te fare volontariato? Se dovessi spiegarlo a una persona che non ha mai fatto questa esperienza, cosa diresti?
Per me, essere volontario in Centro Studi Creativamente APS significa entrare in contatto diretto con il mio territorio, la Lomellina. Per innumerevoli ragioni, il mio lavoro mi porta spesso fuori dalla mia zona e fare il volontario rappresenta il sentirmi attivo a livello locale e, nel mio piccolo, avere l'opportunità di diffondere una psico-socio-educazione consapevole e professionale nelle realtà a cui ci approcciamo.
Ad una persona che non ha mai fatto questa esperienza mi porrei così:
Hai voglia di fare la differenza?
Cerchi un ambiente in cui tu possa esprimerti al 100% e che ti colleghi al territorio?
Allora, forse, dovresti venire a conoscerci e a scoprire come cerchiamo di fare la differenza!

Qual’è il valore aggiunto alla comunità da parte del Centro Studi Creativamente
La risposta è molto semplice: la flessibilità e la professionalità. Centro Studi Creativamente lo fanno i volontari che ne fanno parte. Un progetto-intervento può iniziare da un brainstorming, da un imprevisto, dalle competenze personali dei singoli volontari e dalle esigenze specifiche del territorio. L’obiettivo è promuovere una cultura psico-socio-educativa di qualità e consapevole, senza rinchiudersi in dinamiche e schemi che potrebbero limitare la portata di questa mission.

Lasciaci una citazione, una frase o un pensiero che rappresenti il tuo modo di vivere il volontariato. 
“C'è veramente bisogno di un motivo valido per fare del bene?”

Nicolò Caputo 
Volontario

martedì 25 agosto 2026

CREATIVAMENTE CERCA TE 🍂 - DIVENTA VOLONTARIO PER IL 2026 - 2027

Se chiedete a chi ha fatto volontariato cosa ne ha ricavato, quasi nessuno risponde "Ho aiutato qualcuno". Di solito la risposta è un'altra: "Ho capito cosa voglio fare", "Ho trovato persone con cui mi sento a casa", "Ho scoperto di saper fare cose che non sapevo di saper fare".

Centro Studi Creativamente APS - ETS nasce da questa convinzione: che fare insieme produce qualcosa che va molto al di là del risultato immediato. Produce competenze, relazioni, consapevolezza.

Cosa si impara facendo volontariato al Centro Studi Creativamente

I progetti di Creativamente sono molto diversi tra loro - e questa varietà è un punto di forza. 

Ecco i progetti attivi per il 2026–2027:

📚 Borse di studio — per sostenere giovani meritevoli del territorio

🪵 Falegnami in Erba — laboratori creativi e manuali nelle scuole primarie

📖 Nati per Leggere — promozione della lettura condivisa in famiglia

📲 Comunicazione e social — per chi vuole raccontare quello che facciamo

Così, chi lavora sulle borse di studio impara a gestire processi selettivi e a valutare bisogni reali. Chi partecipa a Falegnami in Erba sviluppa manualità, pazienza, capacità di trasmettere un sapere pratico e la corresponsabilità dell'uso degli stessi materiali. Chi si occupa di Nati per Leggere capisce cosa significa creare un contesto di cura attorno ai bambini e alle famiglie. In modo trasversale, tutti i volontari di Creativamente costruiscono:

• Capacità organizzative e di coordinamento di piccoli gruppi

• Competenze di comunicazione culturale (gestione social, redazione testi, racconto di progetti)

• Senso di responsabilità verso la comunità e il territorio

• Capacità di lavorare in team eterogenei, con persone di età e background diversi

• Visione progettuale: saper pensare un'attività dall'idea alla realizzazione

• Radicamento nel territorio: conoscere Vigevano, le sue realtà, le sue persone

Perché conta anche fuori dall'associazione

Il volontariato è sempre più riconosciuto come valore aggiunto nei percorsi di formazione e di lavoro. Dimostra iniziativa, capacità di relazione, orientamento al bene comune. Non è "qualcosa di carino da mettere nel CV": è la prova concreta che si è scelto di investire il proprio tempo in qualcosa che non avrebbe portato vantaggi solo a sé stessi.

E poi c'è quello che non si scrive da nessuna parte: la soddisfazione di vedere un progetto prendere forma, di stringere amicizie inattese, di scoprire un angolo di Vigevano che non conoscevi.


Vuoi provarci?

Centro Studi Creativamente APS - ETS è alla ricerca di nuovi volontari per il 2026–2027. 

Cerchiamo persone che abbiano voglia di mettersi in gioco:
non importa il titolo di studio o le competenze,
importa la voglia di esserci 
e di contribuire creare qualcosa che abbia valore.

A fine settembre organizzeremo due incontri di formazione gratuiti per conoscerti, raccontarti tutto quello che facciamo e capire insieme dove puoi dare il meglio.

Forza, settembre è il momento dei nuovi inizi!! 
Hai tempo fino al 22 settembre per iscriverti, 
basta compilare il format a questo link

Nel frattempo seguici sui social: IG centrostudi_creativamente    FB creativamentecentrostudi

venerdì 29 maggio 2026

Dalle idee alla pratica: le Borse di Studio #imparedivertendosi prendono vita nei laboratori didattici

Dopo aver esplorato l’importanza del sostegno al merito e all’innovazione nel nostro precedente approfondimento (AL LINK) sulle Borse di Studio #impararedivertendosi, è finalmente giunto il momento di vedere quei progetti trasformarsi in realtà. Nelle giornate del 12 e 19 maggio 2026, le aule delle scuole vigevanesi sono diventate veri e propri laboratori di sperimentazione, dove i gruppi vincitori 2026 hanno messo alla prova le loro idee insieme a studenti e studentesse delle scuole primarie.

12 Maggio: Ricostruire la "Città dei diritti scomparsi"
Il primo appuntamento si è tenuto presso la Scuola Primaria Regina Margherita (Ist. Compr. Piazza Vittorio Veneto), dove le 2 studentesse vincitrici MARIEM DRIDI e MATILDE ZORZOLI dell'Ist. Professionale Statale “Ciro Pollini” di Mortara hanno guidato studenti e studentessa della classe V in un primo approccio ai Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza con parole semplici. 
Il laboratorio è nato da una sfida: aiutare i più piccoli a comprendere che il gioco, lo studio, la salute, la sicurezza e il riposo non sono concetti astratti, ma pilastri fondamentali per una società giusta. Attraverso una narrazione coinvolgente, i bambini sono stati catapultati in una città immaginaria dove tutti i diritti erano improvvisamente svaniti. Armati di un passaporto dei diritti e divisi in gruppi, i giovani partecipanti hanno riflettuto sul valore del diritto all'istruzione, alla sicurezza, alla salute e al tempo libero e, utilizzando materiali di riciclo, hanno progettato e costruito fisicamente edifici della città deputati a garantirli. Il risultato è stata la ricostruzione della Città dei diritti scomparsi, un'opera collettiva che testimonia come la consapevolezza civica possa nascere già tra i banchi di scuola.

19 Maggio: "BESTIARUM QUATERNA" e la logica della natura
Presso la Scuola Primaria Vidari (Ist. Compr. Via Valletta Fogliano), il testimone è passato alle studentesse vincitrici GRECIA ABANTO e REBECCA FERRATI della Fondazione Roncalli ETS - Area Formazione. Il loro progetto ha unito scienza, strategia e gioco di ruolo.
L’obiettivo? Sfidare i bambini a usare il pensiero logico-strategico per comprendere la complessità del mondo naturale. Attraverso le dinamiche della game theory, i partecipanti hanno dovuto prendere decisioni, imparando come i fenomeni naturali e il cambiamento climatico influenzino la vita degli animali e i loro habitat. Dalla zoologia alla biologia, il laboratorio ha dimostrato che la scienza può essere un'avventura entusiasmante se vissuta attraverso il gioco e la cooperazione.


Queste due giornate hanno garantito che le Borse di Studio #impararedivertendosi non sono solo un traguardo individuale per chi le riceve, ma una risorsa preziosa per l’intera comunità. Vedere studenti e studentesse più grandi trasmettere con passione le proprie intuizioni ai bambini più piccoli è la conferma che investire nel merito, nelle idee e nel lavoro di squadra è la chiave per far crescere il nostro territorio.

Un ringraziamento speciale va ai nostri sostenitori e ai cittadini che hanno scelto di DESTINARE il loro 5x1000 al Centro Studi Creativamente.

giovedì 28 maggio 2026

Naufraghi per scelta: l'avventura dell'amore raccontata agli adolescenti

C'è un'immagine che ci accompagna spesso quando pensiamo alle relazioni affettive: quella di un'isola. Non un'isola qualsiasi, ma un territorio sconosciuto su cui approdiamo ogni volta che ci innamoriamo, che stringiamo un legame vero, che ci apriamo a un altro essere umano senza sapere esattamente cosa troveremo.

È da questa metafora, ispirata al libro L'avventura dell'amore di Jean-François Vézina (presente in PSICOBIBLIOTECA), che è partito il nostro incontro del 27 maggio 2026, realizzato dal Centro Studi Creativamente all'interno del progetto Unlock18 del Comune di Cilavegna.

Un'isola, molte strade

Insieme, Verena Boscolo e Silvia Gianelli, psicologhe hanno avuto il piacere di accompagnare un gruppo di ragazzə in una serata dedicata al benessere relazionale. Abbiamo scelto di non parlare di "amore" con la A maiuscola e le grandi definizioni, ma di invitare i partecipanti a esplorare i propri sentieri personali: quelli già percorsi, quelli temuti, quelli desiderati.

Perché parlare di relazioni con gli adolescenti non significa dare risposte preconfezionate, ma costruire uno spazio sicuro in cui interrogarsi, senza il timore di essere giudicati. Uno spazio dove anche il dubbio, l'incertezza, la paura di sbagliare possano trovare parola.

Cosa è successo durante l'incontro

Attraverso il dialogo e alcuni momenti di confronto guidato, i ragazzə hanno condiviso domande autentiche, riflessioni personali, piccole esperienze di vita. Non è scontato che questo accada: richiede fiducia, tempo, e la capacità del gruppo di accogliersi a vicenda.

Ed è proprio questo che abbiamo visto emergere: capacità di ascolto reciproco, momenti di consapevolezza, e soprattutto una genuina voglia di mettersi in gioco. I ragazzə non sono stati spettatori passivi di una lezione sull'amore, ma protagonisti attivi della propria "avventura", pronti a riconoscere che ogni relazione — come ogni esplorazione — comporta scoperta, rischio, e la possibilità di trasformarsi.

Perché lavoriamo così con i gruppi adolescenti

Lavorare con gli adolescenti su questi temi significa, per noi, tre cose fondamentali:

  • Facilitare relazioni autentiche, in cui ci si possa mostrare per come si è davvero;
  • Promuovere competenze emotive e relazionali, che sono strumenti concreti per la vita quotidiana;
  • Offrire chiavi di lettura per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide, spesso complesse, della crescita.

L'adolescenza è già di per sé un'isola da esplorare. Aggiungere a questo viaggio anche quello delle relazioni affettive richiede accompagnamento, non istruzioni.

Un grazie sentito

Un ringraziamento speciale va a tutti i ragazzə presenti, per la partecipazione attiva e la fiducia dimostrata durante l'incontro: senza la loro apertura, nessuna "avventura" sarebbe stata possibile.

Grazie inoltre all'assessora Giorgia Amanti per il sostegno al progetto Unlock18, che continua a offrire al territorio di Cilavegna occasioni preziose di crescita e confronto per le nuove generazioni.

L'avventura continua — un'isola alla volta. 💛

mercoledì 6 maggio 2026

Sai qual è la cosa più importante? Un pomeriggio di storie, emozioni e condivisione NpL 060526


Mercoledì 6 maggio 2026
abbiamo vissuto insieme qualcosa che è andato oltre una semplice lettura: un momento autentico di incontro, ascolto e scoperta.

Presso la Scuola dell’Infanzia Beata Vergine Addolorata,
il Centro Studi Creativamente, in qualità di Presidio Nati per Leggere, ha dato vita al secondo appuntamento dell’anno della nostra PSICOBIBLIOTECA, inserito all’interno della collaborazione con ASST Pavia, coordinatore del tavolo territoriale sul programma Nati per Leggere del Distretto Lomellino per mandato di Regione Lombardia.

Protagonista dell’incontro è stata la lettura condivisa “Sai qual è la cosa più importante?”, una storia capace di parlare con delicatezza e profondità del valore dell’unicità. Attraverso gli animali protagonisti del racconto, bambini e adulti hanno potuto riconoscere quanto ogni caratteristica, anche quella che a volte sembra un limite, sia in realtà una risorsa preziosa. A rendere ancora più vivo il pomeriggio, lo sketch teatrale curato dagli studenti e dalle studentesse della Fondazione Roncalli – ETS Area formazione, che ha saputo restituire in modo creativo e coinvolgente i temi della storia.

La lettura ad alta voce condivisa, condotta con sensibilità da Nicoletta Giacquinta, bibliotecaria della Biblioteca Ragazzi del Comune di Vigevano, ha accompagnato i presenti in un’esperienza immersiva, fatta di parole, immagini e ascolto condiviso. Il momento di riflessione guidato dalla psicologa e psicoterapeuta Verena Boscolo (Presidente del Centro Studi) ha poi aperto uno spazio di dialogo prezioso, offrendo spunti concreti per parlare di cura, relazioni e identità, anche all’interno della famiglia.

Questo evento si inserisce nel più ampio quadro del programma Nati per Leggere, un progetto nazionale di promozione della lettura in famiglia fin dalla nascita, fondato su solide evidenze scientifiche. Numerosi studi dimostrano infatti che leggere con continuità ai bambini nei primi anni di vita ha effetti positivi sullo sviluppo linguistico, cognitivo, emotivo e relazionale, con benefici che si estendono nel tempo. La lettura condivisa non è solo un’attività educativa, ma un’esperienza affettiva profonda: la voce dell’adulto crea un legame significativo, rafforza la relazione e contribuisce a costruire un ambiente emotivo sicuro e ricco di stimoli. È proprio in questa dimensione di relazione che il bambino sviluppa il piacere per le storie e, più in generale, per la conoscenza .

Non è stato un caso che questo incontro si sia svolto a ridosso della Festa della Mamma: il tema della cura si è intrecciato naturalmente con quello dell’ascolto e della presenza, ricordandoci quanto i momenti condivisi, anche i più semplici, possano lasciare tracce profonde. Eventi come questo ci confermano, ancora una volta, che la lettura è una vera e propria pratica di salute e di relazione, capace di sostenere non solo lo sviluppo dei bambini, ma anche le competenze genitoriali e il benessere delle famiglie .

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e reso questo pomeriggio così significativo. Continuiamo a costruire, insieme, occasioni di crescita, consapevolezza e bellezza condivisa. 📚✨

giovedì 30 aprile 2026

UNO SGUARDO PSICOLOGICO ALLE GIORNATE MONDIALI DI APRILE parte 2/2

Oggi, 30 aprile, si celebra la Giornata Mondiale del Jazz, istituita dalla Conferenza Generale dell’UNESCO nel 2011.

Benessere a ritmo di… Jazz!
La musica jazz esercita un’influenza psicologica profonda perché combina complessità, improvvisazione e ritmo in un modo che coinvolge il cervello su più livelli. Le ricerche mostrano che il jazz può ridurre lo stress, stimolare la creatività e attivare reti cerebrali legate alla spontaneità e alla regolazione emotiva. Alcuni studi evidenziano che il jazz a tempo lento può attivare il sistema parasimpatico, favorendo rilassamento e riduzione dello stress, mentre l’improvvisazione jazzistica è associata a una diminuzione del controllo esecutivo e a un aumento dei processi creativi spontanei, un fenomeno noto come ipofrontalità.

Il jazz come esperienza emotiva e corporea
Il jazz non è solo musica: è un linguaggio emotivo. La sua struttura fatta di tensione e rilascio, swing e sincopi, crea un dialogo continuo tra musicista e ascoltatore. Questo dialogo attiva:

risposte corporee involontarie, come il movimento ritmico o il “foot tapping”, legate al modo in cui il cervello sincronizza ritmo e movimento
reazioni emotive intense, come brividi o senso di elevazione, grazie all’attivazione dei circuiti dopaminergici
un senso di libertà, perché l’improvvisazione rompe schemi prevedibili e stimola la percezione di novità
La scienza del “groove” mostra che lo swing jazz può coinvolgere il sistema nervoso in modo diretto, creando un piacere immediato e quasi istintivo.

Cosa accade nel cervello quando ascoltiamo jazz
Il jazz attiva reti cerebrali complesse, spesso più ampie rispetto ad altri generi musicali:

Attivazione diffusa del cervello, inclusi aree legate a memoria, attenzione, immaginazione e movimento
Riduzione del controllo esecutivo durante l’improvvisazione, che permette una creatività più fluida e spontanea
Coinvolgimento del sistema limbico, responsabile delle emozioni
Stimolazione del sistema dopaminergico, associato a piacere, motivazione e regolazione dell’umore
Questi effetti sono stati osservati sia negli ascoltatori sia nei musicisti, con benefici cognitivi e affettivi che si estendono oltre il momento dell’ascolto.

Jazz, identità e psicologia culturale
Il jazz nasce come forma di espressione e protesta culturale, un linguaggio di libertà e identità. La psicologia culturale evidenzia che:

● la musica jazz può rafforzare il senso di appartenenza
● favorisce l’espressione emotiva autentica
● sostiene la costruzione dell’identità, soprattutto nei giovani e negli artisti
Storicamente, il jazz ha rappresentato una rottura con le regole rigide della musica classica, diventando un simbolo di creatività e autodeterminazione.

Effetti terapeutici e regolazione emotiva
Il jazz può essere utilizzato anche in chiave di benessere psicologico:

● riduzione dello stress grazie ai tempi lenti e alle armonie morbide
miglioramento della concentrazione, soprattutto nei soggetti neurodivergenti, come mostrato da testimonianze sull’uso del jazz per gestire l’ADHD
stimolazione cognitiva, utile per memoria, attenzione e flessibilità mentale
supporto alla regolazione emotiva, grazie alla sua capacità di rispecchiare e trasformare stati interni complessi
Il jazz, con la sua imprevedibilità controllata, aiuta a tollerare l’incertezza e a sviluppare una maggiore elasticità emotiva.

Perché il jazz “fa bene” alla mente
È una musica che invita a stare nel presente, ad ascoltare davvero, a lasciarsi sorprendere. Per questo può diventare un potente strumento di benessere psicologico.


Dott.ssa Chiara Pascone - Psicologa e volontaria Centro Studi Creativamente APS
Dott. Nicolò Caputo - Psicologo, Performance coach e volontario Centro Studi Creativamente APS 










martedì 28 aprile 2026

UNO SGUARDO PSICOLOGICO ALLE GIORNATE MONDIALI DI APRILE parte 1/2

Il 28 aprile si celebra la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, istituita dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) nel 2003. Cogliamo questa occasione per riflettere su quanto l’ambiente lavorativo sia strettamente connesso con il nostro benessere, fisico e psicologico.

Quanto ci influenza l’ambiente lavorativo?
L’ambiente di lavoro influenza profondamente la vita psicologica delle persone: non solo determina come ci si sente durante la giornata, ma modella motivazione, salute mentale, relazioni e persino la qualità della vita fuori dall’ufficio. Le evidenze mostrano che un contesto lavorativo sano sostiene il benessere, mentre ambienti poveri di sicurezza psicologica, sovraccarichi o disorganizzati aumentano stress, ansia e rischio di burnout.

Come l’ambiente di lavoro plasma il benessere psicologico
Il luogo di lavoro non è solo uno spazio fisico: è un ecosistema fatto di relazioni, regole implicite, ritmi, valori e micro-esperienze quotidiane. Questo ecosistema agisce su tre piani:

Fisico - luce, rumore, temperatura, ergonomia e layout influenzano concentrazione, energia e stress. Un ambiente caotico o scomodo riduce performance e aumenta irritabilità.
Organizzativo - carichi di lavoro, chiarezza dei ruoli, autonomia decisionale e stabilità contrattuale incidono sulla percezione di sicurezza e controllo.
Relazionale - qualità della leadership, clima di fiducia, collaborazione e riconoscimento sono tra i fattori più predittivi di benessere e motivazione.

Quando questi tre livelli funzionano in armonia, le persone sperimentano maggiore soddisfazione, creatività e senso di appartenenza. Quando invece sono disfunzionali, emergono stress cronico, conflitti e calo di produttività.

Cosa ci dice la psicologia del lavoro
La psicologia del lavoro evidenzia che:
Un buon ambiente protegge la salute mentale: un contesto equo, inclusivo e ben strutturato riduce il rischio di ansia e depressione.
La qualità dell’ambiente predice la performance: non basta lo stipendio; condizioni fisiche e psicologiche adeguate aumentano motivazione e impegno.
La leadership ha un ruolo chiave: stili di guida empatici e partecipativi migliorano clima e resilienza del gruppo.
Il lavoro occupa un terzo della vita: per questo il suo impatto si estende alla sfera personale, influenzando sonno, relazioni e gestione delle emozioni.

Quando l’ambiente diventa tossico
Un ambiente lavorativo problematico può manifestarsi attraverso:
● sovraccarico costante e mancanza di pause
● scarsa comunicazione o ambiguità nei ruoli
● micro-aggressioni, favoritismi o discriminazioni
● leadership autoritaria o assente
● cultura della reperibilità continua

Questi fattori aumentano il rischio di burnout, assenteismo, conflitti e abbandono del posto di lavoro. Le organizzazioni ne risentono in termini di produttività e costi: ogni anno si perdono miliardi di giornate lavorative a causa di ansia e depressione.

Come costruire un ambiente che sostiene le persone

Le ricerche suggeriscono alcune leve fondamentali:
Spazi fisici curati: luce naturale, aree silenziose, ergonomia e ordine migliorano concentrazione e benessere.
Autonomia e chiarezza: sapere cosa ci si aspetta e poter decidere come svolgere il proprio lavoro aumenta senso di competenza.
Cultura del riconoscimento: feedback costruttivi e apprezzamento autentico rafforzano motivazione e fiducia.
Leadership consapevole: ascolto, trasparenza e coerenza creano sicurezza psicologica.
Equilibrio vita-lavoro: orari sostenibili, flessibilità e rispetto dei confini riducono stress e turnover.

Un ambiente sano non è un “benefit”, ma un fattore strutturale che permette alle persone di funzionare bene e alle organizzazioni di prosperare.

Una prospettiva più ampia
L’ambiente di lavoro è uno dei principali contesti di socializzazione dell’adulto. Influenza identità, autostima, senso di efficacia e qualità delle relazioni. Investire in un clima sano significa investire nella salute collettiva: quando le persone stanno bene, lavorano meglio, collaborano di più e portano questa qualità anche nella loro vita privata.


Dott.ssa Chiara Pascone - Psicologa e volontaria Centro Studi Creativamente APS
Dott. Nicolò Caputo - Psicologo, Performance coach e volontario Centro Studi Creativamente APS 






sabato 25 aprile 2026

OLTRE L'ASSEGNO: BORSE DI STUDIO TRA STORIA E INNOVAZIONE FORMATIVA

Nel panorama educativo contemporaneo, la Borsa di Studio #impararedivertendosi del Centro Studi Creativamente APS - ETS rappresenta uno strumento sempre più rilevante non solo in termini di sostegno economico, ma anche come leva capace di incidere sui percorsi di crescita individuale e collettiva. Tradizionalmente le borse di studio sono associatate all’idea di aiuto finanziario destinato a studenti meritevoli o in condizioni di bisogno, #impararediverdentosi ha invece un ruolo più complesso, configurandosi come un vero e proprio dispositivo educativo.

Per comprendere la misura di borsa di studio moderna, dobbiamo guardare alle sue radici. 
Storicamente, il finanziamento agli studi nasce sotto forma di mecenatismo e filantropia. Nel Medioevo e nel Rinascimento, le prime forme di supporto erano atti di liberalità dei sovrani o della Chiesa: il "donatore" sceglieva il giovane promettente per garantirsi la lealtà di futuri funzionari o chierici. In questa fase, la borsa è un privilegio concesso.
Con l'avvento dello Stato moderno e, in particolare, con le Costituzioni del XX secolo, avviene il salto metodologico: la borsa di studio diventa un investimento collettivo. L'accento si sposta dal donatore al beneficiario e al suo potenziale contributo alla comunità. La borsa smette di essere un regalo e diventa uno strumento per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, come sancito dalla nostra Costituzione.

Possiamo distinguere diverse tipologie di borse di studio, che riflettono modelli educativi e visioni differenti:
  • borse discrezionali o erogative, basate su una logica prevalentemente assistenziale o premiale, rispondono a un’esigenza di sostegno generico
  • borse di merito. Esse si fondano su criteri oggettivi e misurabili, quali risultati scolastici, performance accademiche o altri indicatori di eccellenza. Questo modello valorizza l’impegno, ma rischia di ridurre la complessità dei percorsi educativi a una dimensione prevalentemente prestazionale
  • borse di studio di tipo formativo o educativo, si stanno affermando con crescente rilevanza. 
Un esempio concreto dell'ultima tipologia è la Borsa di studio #impararedivertendosi, che il Centro Studi Creativamente APS -ETS, ormai da 3 anni, eroga a studenti e studentesse degli istituti del territorio, che dimostrano voglia di mettersi in gioco e sperimentarsi in un contesto reale. 
In questo caso, non ci si limita a un’erogazione economica né a un semplice riconoscimento del merito, ma si inserisce all’interno di un percorso strutturato che prevede attività, accompagnamento e momenti di apprendimento. La dimensione economica diventa così uno degli elementi di un progetto più ampio, orientato allo sviluppo integrale della persona, che mira a incidere in profondità sui percorsi di crescita, ponendo al centro l’esperienza e l’apprendimento. Le borse formative si caratterizzano infatti per l’attenzione al processo, per la valorizzazione della partecipazione attiva, per l’integrazione di esperienze quali laboratori, tutoraggio e pratiche collaborative, che stimolano la riflessione critica. In questo senso, esse risultano particolarmente efficaci nel promuovere competenze trasversali, senso di responsabilità e appartenenza a una comunità.
In una prospettiva metodologica, la borsa di studio può dunque essere interpretata come un elemento strategico all’interno delle politiche educative e dei progetti formativi, un vero e proprio motore capace di attivare processi di crescita e trasformazione. In particolare, le esperienze che integrano dimensione economica e progettazione educativa appaiono tra le più promettenti, in quanto capaci di coniugare equità, valorizzazione delle potenzialità individuali e costruzione di comunità.

PER DARE CONTINUITA' AL PROGETTO BORSE DI STUDIO #impararedivertendosi ABBIAMO BISOGNO DEL TUO AIUTO

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Inserisci il codice fiscale 02148070184 
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sabato 4 aprile 2026

TIMBRINI HOMEMADE

In attesa della primavera e delle giornate passate all'aria aperta, vi diamo qualche suggerimento per tenere occupati i vostri bambini nei momenti di noia, per evitare che si attacchino allo schermo della tv o ai videogiochi e chissà...magari anche voi adulti potrete divertirvi un po' con loro, si sa che i lavoretti manuali aiutano a liberare la mente e scaricare lo stress.

TIMBRINI HOMEMADE

Occorrente: sedano, fogli, tempere, e fantasia

Semplicemente utilizzate i singoli gambi di sedano come pennelli con una particolare punta a mezzaluna, perfetta per fare tante squame colorate al nostro pesciolino…
Oppure inventate nuovi divertenti animaletti!


Occorrente: sedano, spago, fogli, tempere, pennelli e fantasia 

Prendete alcuni gambi di sedano (almeno 4 o 5) e legateli con un pezzetto di spago per tenerli insieme, intingete nella tempera e stampate…fiori, fiori grandi, fiori piccoli, in base alla fantasia e al numero di gambi che si legano insieme.
Potrete poi completare i fiori aggiungendo dei dettagli, come steli e foglie

Questi lavoretti sono facilmente adattabili anche ai bimbi più piccoli, proponendo loro di sperimentare queste tecniche di pittura in modo libero, come in una sorta di scarabocchio, senza pensare alla composizione di un disegno…si divertiranno comunque un sacco!

Ora cambiamo ortaggio...

Occorrente: patate, coltellino, fogli, tempere, pennelli e aiuto di un adulto per l’intaglio 
Le patate serviranno da stampino, quindi prima di iniziare pensate a come intagliarle, utilizzando un coltellino, per ottenere poi una trama o una greca sul foglio. Fate attenzione perché si tratta di un operazione delicata!
Ottenuto l’intaglio desiderato coloratene la superficie con le tempere e stampate.

Se non vi sentite sicuri nel cimentarvi nell’intaglio limitatevi a tagliare la patata a metà! Potrete decorare lo stampo, una volta asciutta la tempera, direttamente sul foglio utilizzando i pennarelli o incollandoci materiali di riciclo quali cotone, pezzetti di stoffa, giornale, brillantini o quello che più vi piace…verranno benissimo lo stesso!

Potreste utilizzare questa tecnica per realizzare insieme ai bambini, le decorazioni per Pasqua. 
E’ vero, è un po’ presto, ma noi ci portiamo avanti!

E ora…mettetevi all’opera e mostrateci i vostri capolavori!